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Bambini indaco e di cristallo: fantascienza o realtà?

I titoli 4U > Gennaio 2010

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Esistono davvero, all'interno della specie umana, dei prototipi terrestri associabili a una particolare "aura"? Tentiamo di capirci qualcosa, muovendoci anche attraverso le associazioni cromatiche dell'anima di ciascuno di noi

Bambini indaco e di cristallo: fantascienza o realtà?

di Andrea Ferraro

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Nell'immaginario collettivo, la fine è vicina. Che sia la profezia di un'altra cultura, la naturale predisposizione che ha l'uomo nel concentrare la propria attenzione sui fenomeni di massa, meglio se inspiegabili, credenze collettive o, meglio ancora, supposizioni di originali studiosi autodidatti, è ormai largamente condivisa la pertinenza di una data, il 21 dicembre del 2012, con quella della fine.

Fine, per alcuni, non intesa necessariamente come "armageddon", la fine di tutte le cose, ma interpretata come cambiamento, rinnovamento, rinascita: fine di un percorso evolutivo che condurrebbe la nostra specie verso un nuovo inizio. Fra i tanti misteri che la vita presenta all'indagine conoscitiva dell'uomo, ora, da alcuni anni, se ne è presentato un altro che riguarda le nuove generazioni: la presenza, sempre più evidente, di individui le cui caratteristiche esulano dalla normalità, intesa come un "modus vivendi" generalizzato, divenuto poi una sorta di modello di comportamento.

È dal matrimonio tra parapsicologia e new age (ponendo le sue basi nella cultura greca e cristiana) che nasce il concetto di "aura", e di come ogni individuo possegga la propria, ognuna di un colore diverso, ad indicare la naturale predisposizione di tutti verso certi determinati talenti. Ad ogni colore corrispondono una serie di qualità ed ogni individuo può presentare varie auree (blu - pace, viola - spiritualità, verde - rinnovamento, nero - distruzione, bianco - positività, ecc.).

È dagli anni '60, però, che ai prototipi di aura che erano già noti, se n'è aggiunta un'altra, anomala: quella indaco. La prima relazione sui "bambini indaco" (l'indaco rappresenta una combinazione di intuizione e spiritualità), risale alla pubblicazione del libro "Understanding your life through color" ("Capire la propria vita attraverso il colore") di Nancy Ann Tappe.

Nel 1986 la scrittrice è stata in grado di definire il carattere generale degli esseri umani per mezzo del colore della loro "aura". Tappe lavora nel campo della parapsicologia, dopo una preparazione filosofico-teologica. La facoltà di percepire l'aura degli uomini le avrebbe permesso di stabilire, con una certa sicurezza, data dalla regolarità e frequenza del fenomeno. In particolar modo con i nuovi nati emananti un'aura "blu - indaco": di qui la denominazione divenuta universale.

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Questi nuovi nati per molti rappresenterebbero la naturale evoluzione dell'umanità, uno spontaneo processo di selezione naturale, così come lo indicava Darwin, che permetterebbe alla nostra razza di sopravvivere all'inevitabile fine che sta costruendosi da sola. Gli indaco presentano comportamenti particolari, tendenzialmente "alternativi": non canonici nello svolgere le azioni abituali, di solito asociali, altrimenti iperattivi, con una spiccata creatività e una percezione più acuta della realtà, rasente la telepatia, nonché una velocità d'apprendimento fuori del normale.

Userebbero la comunicazione verbale in maniera diretta (pensando cioè proposizioni associandole direttamente alle immagini), proprio per permettere, stando ai commendi di Tappe,"una forma più pura di comunicazione positiva che non lascia spazio ai dubbi". Inoltre riuscirebbero, in alcuni casi, ad utilizzare la memoria "collettiva" presente nel genoma umano, memoria che viene trasmessa attraverso la nascita usando come mezzo il filamento di DNA, riuscendo così a ricordare fatti avvenuti anche a distanza di secoli.

All'alba del nuovo secolo alcuni adepti di questo fantascientifico neo-darwinismo, hanno ipotizzato la nascita di ancora una nuova specie: i "bambini di cristallo".
Questi sarebbero la prole diretta degli ormai vetusti indaco (dopo appena 30 anni!): pacati e consapevoli del loro essere. A differenza degli indaco possiedono anche una genetica migliorata, immunità alle malattie e capacità di guarigione più veloce rispetto alla media.

Non possiamo comunque affermare che un bambino nato tra gli anni '80 e oggi possa essere con certezza un "indaco" o un "cristallo" solo perché particolarmente iperattivo, taciturno o "stravagante";

gli studiosi di parapsicologia hanno indicato dei test da seguire per calcolare le probabilità di avere in casa o meno un portento della natura.

È certo però che l'umanità non sia la razza più pacifica presente sul pianeta, molte cose andrebbero fatte per migliorare la nostra situazione: cooperare e dialogare sarebbero la chiave di un nuovo inizio. Che siano o no qualità degli "indaco" o di noi specie a rischio non fa differenza, e nemmeno che avvenga nel 2012: potremmo provarci già da prima. Ad ogni buon conto l'evoluzione farà il suo corso in un modo o nell'altro, forse in un arco di tempo assai più lungo, e si spera possa portare davvero ad un mondo in cui il dialogo e il vivere in pace possano essere prerogativa di un nuovo inizio. L'alternativa a questo, presto o tardi, potrebbe essere davvero la fine.

29 gennaio 2010

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