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Simpatici o antipatici: tutto cervello, niente cuore

Dicembre 2009

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Uno studio di alcuni neuroscienziati americani spiega la prima impressione della conoscenza
Simpatici o antipatici: tutto cervello, niente cuore

di Chiara Bilotta

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Accade in America. Due università, New York e Harvard. Il team di una ricercatrice, Elisabeth Phelps. Una scoperta. E il cervello come protagonista. E' il circuito delle prime impressioni, l'area del cervello che si accende quando conosciamo qualcuno per la prima volta.

I neuroscienziati americani, in uno studio pubblicato sulla rivista "Nature Neuroscience", affermano che il cervello elabora un'impressione in meno di 60 secondi di osservazione. L'equipe ha sottoposto alcune persone ad un esperimento: ha proposto loro profili psicologici e fotografie di 20 soggetti virtuali e ha esaminato l'attività celebrale dei partecipanti mentre si facevano un'idea di quei soggetti.

La risonanza magnetica ha rilevato attività rilevanti in due aree del cervello: l'amigdala e la corteccia cingolata posteriore. La prima area ad accendersi è l'amigdala, nucleo di sostanza grigia nel lobo temporale mediale, coinvolta nell'apprendimento di fronte a oggetti inanimati e in valutazioni sociali basate sulla fiducia o sull'etnia di altre persone. Dopo l'amigdala, si accende la corteccia cingolata posteriore, nota per il suo ruolo nelle decisioni di carattere economico e nel valore soggettivo assegnato ad una ricompensa.

E' un confronto su piani intellettivi diversi: emozionalità, per l'amigdala, e razionalità, per la corteccia cingolata. Da questo confronto nasce la prima impressione, quella sensazione a pelle che ci viene dall'impatto con uno sconosciuto e che può tradursi in una gradevole simpatia, oppure in un'irritante antipatia.

Primo incontro, occhiata veloce, amigdala e corteccia si parlano. E il gioco è fatto. Il verdetto a prima vista è immediato e fulminante. Dietro la simpatia, o l'antipatia, non c'è dunque niente di casuale nè di volontario: è il cervello che in pochi secondi impone un giudizio iniziale che sarà poi duro da scardinare.

La prima impressione è quella che conta? Pare proprio di sì. Ora se qualcuno ci sta sulle scatole non c'è più da sentirsi in colpa: al cervello, come al cuore, non si comanda.


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