Dicembre 2009
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Da diversi studi scientifici emerge che l'aumento della temperatura planetaria è la causa di moltissimi virus
Clima impazzito, i virus "ragionano" meglio
di Andrea Ferraro
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Da quanto segnala Bioscienze, l'alterazione del clima, oltre all'aumento significativo della temperatura terrestre e allo scioglimento dei ghiacciai, ha provocato scompensi anche all'organismo umano e alla sua resistenza agli attacchi virali. La rivista di settore sostiene infatti che numerosi virus, fino a pochi decenni fa innocui per l'uomo, sono mutati diventando portatori di nuove malattie, alcuni delle quali letali.
"Abbiamo sottovalutato sotto troppi punti di vista gli effetti dei disastri ecologici", spiega il ricercatore per la salute ambientale Montira Pongsiri. Pongsiri ha esaminato cinque patologie: la malaria, la malattia di Lyme (che si contrae dalle zecche), l'Hantavirus (da gatti e topi), il Virus del Nilo occidentale (dalle zanzare), e la schistosomiasi (che si contrae dai serpenti d'acqua), cercando di capire le dinamiche del passaggio dei virus da organismo animale a umano.
Nonostante siano monitorati continuamente, prevedere le mutazioni dei nuovi virus è impensabile. Dagli anni '80 ad oggi sono più di 40 i virus passati dall'animale all'uomo, questi i dati dell'A.P.A. di Washington (l'agenzia per la protezione ambientale), numero destinato a salire se si pensa alla progressiva distruzione di interi ecosistemi, l'allargamento del buco dell'ozono e l'urbanizzazione selvaggia. La stessa Aids, la malattia che ha annoverato più vittime lo scorso secolo, è stata trasmessa, secondo i ricercatori, dagli scimpanzé africani.
Ultimo e più recente caso, il virus dell'influenza suina, che ha allarmato dapprima gli Stati Uniti e poi l'Europa: è nato da una mescolanza di virus che ha infettato uccelli e maiali per poi passare all'uomo. David Murrell, ecologo dell' University College of London, precisa che "dal 1940 ad oggi, sono state identificate oltre 300 nuove malattie, il 60% delle quali frutto del passaggio da animale a uomo e il 70% del contatto tra essere umano e ambiente. Mi aspetto che tale ondata continui nel corso di questo secolo". Occorre restare informati, dunque: l'ultimo fattore di diffusione dei neonati virus è la crescente globalizzazione che ha permesso il loro passaggio in tempi più veloci che in passato.