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Cuissardes dei miei stivali!

Dicembre 2009

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Un dizionario ragionato sulle ultime tendenze riguardo agli stivali femminili più glamour

Cuissardes dei miei stivali!

di Giulia Murolo

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Camperos, moschettiere, anfibi, con il tacco alto, in pelle o in camoscio sino ai modaioli mammut: ecco la geografia minima degli stivali da donna. Oggi si chiamano "cuissardes" e nella storia cinematografica tutti li ricordiamo soprattutto in "Pretty Woman" (1990) indossati da Julia Roberts.

Se le gonne si accorciano sempre di più, a coprire da freddo e nudità ci pensano i "cuissardes", che nel mondo della calzatura si definiscono gli stivali alti, molto alti, anzi diremmo altissimi: se non arrivano almeno al ginocchio, insomma, non ne vale la pena. Il primo a sperimentarli è stato Jean Paul Gaultier che ha creato le calze in pelle lunghe sino all'inguine.

In realtà vengono anche chiamati stivali in stile "Barbarella" e la loro origine risale agli anni sessanta: a indossarli per prima fu Emma Peel nella serie di telefilm "Agente Speciale". A seguirla, poi, ci fu Jane Fonda, che si infilò questi esclusivi stivali proprio nell'omonimo film "Barbarella", di Roger Vadim, nel 1968.

La tradizione storica ci riporta agli stivali dei corsari, dai quali i cuissardes derivano, per poi essere ripresi negli anni del boom economico ed essere associati ad un immaginario femminile decisamente erotico. Celeberrima è la sequenza di "Pretty Woman" in cui Julia Roberts "passeggia" sui marciapiedi di New York indossando i cuissardes in vernice e con tacchi a spillo; ma li ritroviamo anche in stile chic e Chanel sulle gambe di Anne Hathaway nel film "Il diavolo veste Prada" (2006).

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Un'altra delle star contemporanee che hanno anticipato la tendenza è stata la top model Kate Moss: lei, peraltro, ci ricorda di indossare questi stivali-collant con gambe rigorosamente snelle e dritte. Le tendenze moda di quest'anno li suggeriscono in camoscio, o anche in pelle con tacchi vertiginosi e in alternativa, nello stile mascolino, un po' più bassi. Diversi sono invece i modelli proposti dai "camperos", oppure quelli attillati come anfibi, molto stretti da sembrare calze.

La parola d'ordine per l'inverno è "osare": gli stilisti, infatti, li propongono per tutte le donne che si sentono "femme fatale", indossati in modo audace come quelli di Roberto Cavalli, colorati con graffiti a contrasto e con tacco vertiginoso; oppure aderentissimi con tacco a rocchetto e con una lunga zip posteriore. Per Gucci invece lo stivale ha il tacco a stiletto e plateau, in pelle, total black e stretch sino a mezza coscia: c'è anche un modello meno aggressivo con i tacchi bassi. Cesare Paciotti, per i suoi cuissardes, non ha risparmiato nell'altezza, con tacco 100 nella versione scamosciata oppure nella combinazione in pelle e stoffa, con dettagli in metallo argentato e stringhe.

Decori di strass Swarovski, invece, per i cuissardes Loriblu, che possono presentarsi in alternativa in pelle o scamosciati ma sempre neri; per la stilista Stella McCarthy gli stivali sono interpretati con il grigio ma aderentissimi. Per Armani e la linea Emporio rimangono nello stile soft, con tacchi bassi e larghi ma usano il lucido come effetto della pelle.
Di vernice, con punta squadrata e applicazione décor in metallo, sono i cuissardes di Moschino, mentre per i modelli Fendi ritroviamo sempre tacco alto, punta stondata e cuciture a vista. Questo genere di stivali vanno a nozze con gli shorts, ma i modelli lineari con i tacchi bassi possono essere abbinati con gonne mini e aderenti; sono invece sprecati con i pantaloni lunghi. L'importante è curare anche l'andatura ed essere sempre naturali e sciolte. Rigorosamente da evitare le camminate da grandi gazzelle o felpate.

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