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Star trek, l'arma di Kirk sarà la grande scoperta scientifica del nuovo millennio?

Dicembre 2009

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La mitica phaser, la pistola a raggi laser paralizzanti, sarà forse una delle dotazioni militari del futuro
Star Trek, l'arma di Kirk sarà la grande scoperta scientifica del nuovo millennio?

di Ettore Russo

Spazio, ultima frontiera. Se vivessimo nel mondo fantascientifico di Star Trek probabilmente queste parole ci sembrerebbero familiari, all'ordine del giorno. Tecnologie come il telestrasporto, le pistole a raggio paralizzante, il viaggio spazio-temporale sarebbero il nostro pane quotidiano. Popolazioni come i Vulcaniani o i Quarren sarebbero gli interlocutori privilegiati delle nostre avventure spaziali. Già, in un mondo di fantascienza appunto.

Ma quelle fanta-tecnologie, o "treknologie" per dirla con un neologismo coniato appositamente, a distanza di decenni dalla loro invenzione cinematografica, rivestono nell'immaginario collettivo l'obiettivo cui la ricerca tecnologia dovrebbe tendere. E la scienza non sta a guardare, anzi ci prova. Alcune delle tecnologie presenti in Star trek, infatti, come i telefoni satellitari o i dispositivi palmari sono oggi già realtà e largamente utilizzate. Altre addirittura superate, com'è successo con i mini-disc.

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E' recente la notizia che un gruppo di ricercatori della Simon Fraser University, in Canada, sia riuscito ad ottenere un effetto di attivazione/disattivazione su alcuni miscroscopici vermi, dalla struttura genetica molto semplice, grazie ad una molecola fotosensibile di dithienylethene. Una tecnica che ha permesso loro di paralizzare e di far tornare al movimento queste piccolissime cavie. E' chiaro che siamo ancora bel lontani dalla mitica phaser, la pistola a raggi laser paralizzanti dell'universo di Star Trek, ma le applicazioni future di questa tecnologia sono evidenti. Soprattutto nella cura dei tumori, dove un farmaco potrebbe entrare nelle cellule tumorali, attivare il proprio effetto e poi disattivarsi distruggendo la malattia; e in maniera del tutto mirata.

Notevoli passi avanti si stanno compiendo anche nel campo del teletrasporto. Siamo ancora lontanissimi dal trasporto di materia vera e propria, di energia, di dati informatici così come li intendiamo noi, i bit per capirci. Ma alcuni ricercatori del Georgia Institute of Technology sono riusciti a sviluppare un sistema per teletrasportare bit quantici istantaneamente, su una distanza di 244 chilometri. Il fenomeno delle particelle quantiche (i qubit, quantum-bit) è apparentemente inspiegabile: supponendo che esse si trovino a milioni di chilometri di distanza, quando l'atomo A subisce un cambiamento, istantaneamente lo avverte anche l'atomo B. E l'esperimento dei ricercatori si è focalizzato sulla trasmissione di una chiave di un codice crittografato inviato dalle Isole Canarie e ricevuto dall'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Proprio le correlazioni quantiche tra i due fotoni - cioè il cambiamento di uno che causa il cambiamento istantaneo dell'altro - hanno consentito di condividere le informazioni e decrittare la chiave. Una grande innovazione che potrebbe portare allo sviluppo futuro di memorie quantiche, in grado di durare pochi millisecondi e di propagarsi per migliaia di chilometri di distanza.

Quanto è lontana allora la scienza e quanto tempo servirà per colmare il divario con la fantascienza? Se pensiamo che serie televisive come Star Trek si basano sulla grande conoscenza tecnologica, oltre che delle leggi dell'universo, forse di strada da fare la scienza ne ha molta. Gli studi sulla formazione e composizione dell'universo sono, infatti, tuttora in fase di sviluppo sebbene le tecnologie a supporto si facciano via via sempre più sofisticate. Possiamo però dire, senza sbagliarci, che siamo già "arrivati là dove nessun uomo è giunto prima". E non è fantascienza né stiamo viaggiando sull'Enterprise; siamo semplicemente qui, sulla Terra, anno 2010.


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