Febbraio 2010
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Polemiche per il film caso mediatico del momento. Genera panico nelle sale, eppure è un grande successo commerciale e di critica, frutto di passaparola e di abile marketing. E il dibattito sui divieti torna attuale
Paranormal activity: una bufala ben architettata
di Vincenzo Caramia
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Il nuovo caso mediatico di questi giorni è il film "Paranormal Activity", del regista israeliano Oren Peli, costato appena 15.000 dollari, spesa comunque da considerare sensibilmente maggiore se si considera lo sforzo economico pubblicitario e distributivo, una volta acquistato dalla Paramount-Dreamworks. Ma i fatti parlano chiaro: la pellicola ha già incassato 3,6 milioni di euro solo nel primo week-end in 400 sale italiane. Solo negli Stati Uniti invece ha incassato 110 milioni di dollari, in totale nel mondo più di 150 milioni. Per il basso budget utilizzato, i due sconosciuti protagonisti sono stati pagati solo 500 dollari ciascuno. Un successo commerciale incredibile quindi, reso ancora più straordinario dalle critiche piovute negli ultimi giorni.
Il problema sono gli effetti che tale film ha avuto soprattutto sui minori e sugli spettatori maggiormente suggestionabili, creando in tali soggetti attacchi di panico, tremori, vomito, malori, allucinazioni: c'è stato il record di chiamate, addirittura, al 118 di Napoli. Tutto ciò a causa dell'alto livello di suspense che caratterizza lo stesso film. In Italia non ci sono limiti restrittivi di età per la visione del suddetto film, mentre in Gran Bretagna è vietato ai minori di 15 anni, in Germania e Olanda ai minori di 16, mentre negli Usa i minori devono essere accompagnati da un genitore o una persona maggiorenne.
Da anni in Italia si invoca una riforma del sistema di censura che tuteli i più piccoli ma poi ogni volta, passata la tempesta, resta tutto com'è. Le commissioni di censura sono più spesso severe, di frequente in modo ingiustificato, con alcuni film d'autore mentre sono di manica larga quando i film hanno un potenziale commerciale. Stesso discorso per i trailer trasmessi a qualsiasi ora, anche in fascia protetta. Sembra quasi che nel nostro paese basti pagare per promuovere i film a proprio piacimento.
Ma "Paranormal Activity" causa davvero attacchi di panico? A confermarlo vari medici ed esperti, oltre a molti dati provenienti dalle proiezioni quotidiane in tutta Italia. ""Paranormal Activity" è costruito in modo da non lasciare allo spettatore il tempo di pensare - spiega Elisabetta Marchiori, psichiatra della Società psicoanalitica italiana (Spi) - e il risultato è che il nostro inconscio viene aggredito senza difese. L'unico modo di sfuggire dall'assedio è svenire".
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Secondo la psicologa Vinciguerra "il meccanismo di immedesimazione, accentuato dalla particolare regia che si basa sulle riprese di telecamere a circuito chiuso di una casa, scatenerebbe nel pubblico reazioni come vomito, tremori, stati di shock". "Questo tipo di film fa male sia psicologicamente che biologicamente. Mette a dura prova l'organismo con continue botte di stress e stimola nel cervello un'eccessiva produzione di cortisolo, adrenalina e noradrenalina", sentenzia il neuroscienziato Rosario Sorrentino, specializzato nella cura degli attacchi di panico.
La dottoressa Marchiori, autrice del libro "La mente altrove. Cinema e sofferenza mentale", è però meno netta: "Non si può generalizzare. Sicuramente certi film dovrebbero essere sconsigliati ai minori, anche se sappiamo bene che i ragazzi poi se li scaricano da Internet". Per quanto riguarda gli adulti, viceversa, "horror e thriller possono anche avere una funzione positiva" continua, "perché lo spettatore si identifica nel protagonista e vive emozioni negative che altrimenti non potrebbe permettersi". E che in questo modo restano relegate allo schermo. Per gli adolescenti il discorso è diverso: "Cercano la sfida della paura, ma spesso non sanno affrontare lo choc".
Com'è successo appunto in particolare neI napoletano, zona risaputamente più credulona e sensibile nei confronti di certi argomenti. Il caso più grave, quello di una ragazzina di 14 anni, portata in ospedale in evidente stato catatonico.
Questi fenomeni, infatti, sono stati riscontrati soprattutto nel pubblico dei minori. Il presidente del Codacons fa leva proprio su questa informazione per dimostrare come molti film del genere dovrebbero avere il necessario divieto di visione ai non maggiorenni. Il motivo, non certo per effetto di eventuali scene scabrose di sesso destinate ai minori, ben abituati a vedere di peggio in tal senso, quanto invece a seguito delle crisi di panico cui sono stati soggetti alcuni ragazzi in sala, al punto da doverne uscire in tutta fretta. E rincara la dose: "Tutti coloro che hanno subito disagi fisici e psicologici durante il film potrebbero ricorrere in Tribunale".
L'associazione ricorda come già nel 2007, proprio grazie ad un ricorso del Codacons, il Tar del Lazio dispose che il film di Mel Gibson "Apocalypto" fosse immediatamente vietato ai minori di anni 14, allo scopo di evitare conseguenze negative per i più giovani. Non vanno dimenticati i casi analoghi de "Il grande capo" di Lars Von Trier e quello della "Passione" di Mel Gibson.
Dal ministero dei Beni culturali (e dalla "Filmauro", che distribuisce "Paranormal Activity" in Italia) ci si limita a ricordare che l'ottava sezione della commissione per la revisione cinematografica si è già espressa il primo febbraio, dando a maggioranza parere favorevole sull'uscita del film in sala "senza limiti per i minori". Al di là degli effetti in sala, il dubbio che si tratti di una bufala ben congeniata c'è, soprattutto considerato che si tratta di un film che sulla comunicazione capillare ha puntato tutto (e in Italia il fenomeno è stato ampiamente smorzato).
"Telefono Antiplagio" (comitato di volontariato contro gli abusi di ciarlatani e santoni), "European Consumers" (consorzio di associazioni di consumatori), "Osservatorio Antiplagio" (blog di vigilanza sulla tv e sui media) denunciano che "il panico che si sta creando e che si vuole creare attorno al film "Paranormal activity" è frutto di una campagna pubblicitaria avvalorata da trailer "ad hoc" (ritenuti, dal Movimento dei genitori, anche "decisamente espliciti" e che magari seguono quelli di innocui cartoni animati).
La pellicola infatti è stata realizzata con la consulenza di un illusionista, il quale anziché svolgere il compito di controllore sui cosiddetti "fenomeni paranormali", ha allestito una serie di tradizionali trucchi da prestigiatore per rendere verosimile la storia. Il risultato è che molti giovani si spaventano e le associazioni in difesa dei minori e dei consumatori minacciano azioni legali. In realtà sarebbe sufficiente fare informazione e, dove possibile, ripetere in pubblico gli effetti utilizzati dagli autori del film".
L'aspetto più grave della promozione di "Paranormal Activity" è che usuali trucchi da prestigiatore siano stati spacciati per fenomeni soprannaturali. Non c'era bisogno sicuramente di questo comunicato per sapere che c'era l'abile mano di un illusionista. Resta comunque il fatto che siamo di fronte ad un film horror che terrorizza alcuni ragazzi, anche se sul web molti sono i commenti negativi e di delusione delle aspettative create dalle notizie trasmesse in tv e dal tam tam mediatico. Il dubbio rimane se sarà stata solo una forma di pubblicità o veramente l'ignoto può genere simili fenomeni di panico.
Una cosa è certa: una pubblicità migliore di questa "Paranormal Activity" non se la poteva aspettare. Un caso analogo a quello di "Blair Witch Project". Prima si crea l'attesa sulla rete e in Tv, poi si lancia il fenomeno, con tutto ciò che ne consegue a livello di critica e incassi. Un altro successo horror a basso costo, insomma, che sembra sempre più una bufala, frutto di passaparola e di abile marketing. La curiosità e la voglia di emozionarsi e di provare brividi della gente fa il resto. La polemica manderà ancora più gente nelle sale. Senza dimenticare che il sequel è già stato annunciato.
13 febbraio 2010
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