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Le fusa del gatto come antistress

Febbraio 2010

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Il felino domestico si rivela un potente alleato nel combattere le patologie dell'umore, le malattie cardiovascolari e addirittura l'Alzheimer
Le fusa del gatto come antistress

di Angela Patrono

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Febbraio è il mese festaiolo per eccellenza, a cominciare da Carnevale per proseguire con San Valentino e finire con quel variegato poutpourri che è il festival di Sanremo. Ma pochi sanno che il 17 febbraio si celebra un'altra importante ricorrenza: la Festa del Gatto. Esatto, il felino più amato dagli italiani (si stima che siano più di 7 milioni i gatti presenti nelle nostre case) non poteva non avere una giornata in suo onore. L'idea nasce da Claudia Angeletti, giornalista della rivista "Tuttogatto" che nel lontano 1990 lanciò l'iniziativa.

La data prescelta non è casuale: infatti, la ricorrenza cade sotto il segno dell'Acquario, tipico degli spiriti liberi e anticonformisti come i gatti, mentre il numero 17 è chiaramente scaramantico, a sfatare lo sciocco mito che nel corso dei secoli ha visto i gatti, specie se neri, come portatori di sventure. Perché i gatti, in realtà, sono addirittura capaci di guarire se stessi e gli altri. Non solo per la loro grande capacità di dare e ricevere affetto, ma anche per le loro incredibili doti terapeutiche.

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Secondo il recente studio condotto dal Fauna Communications Research Institute di Hillsborough (North Carolina), infatti, le fusa dei gatti costituirebbero un meccanismo naturale di autoguarigione. In effetti, è stato dimostrato che la ripresa dei gatti a seguito di traumi o fratture avviene più velocemente rispetto a quella dei cani. Dato che il gatto fa le fusa non solo per esprimere contentezza, ma anche malessere o disagio, si è cercato di associare i due fenomeni. È stato provato che il suono delle fusa ha una frequenza compresa tra i 25 e i 150 Hz, la stessa che nell'essere umano produce una maggior resistenza delle cartilagini ossee e la guarigione dei tessuti muscolari.

Ma ascoltare le fusa fa bene anche alla psiche: il veterinario francese Jean-Yves Gauchet registrò su un cd le fusa di un gatto come rimedio antistress. Si suppone che le fusa rilascino endorfine, particolari sostanze deputate a ridurre la soglia del dolore. Del resto, secondo una fiaba popolare tedesca, le fusa dei gatti hanno origini magiche: furono donate loro da una principessa per averla aiutata a filare diecimila matasse e salvare così il suo amato. Le"fusa" deriverebbero dunque dal rumore dei fusi del filatoio.

Molte sono le ipotesi scientifiche che tentano di risalire al perché di questo meccanismo appartenente a quasi tutti i felini (puma, tigri, leoni, leopardi e ghepardi compresi). Si pensa derivi da una contrazione dei muscoli della laringe, o dalle vibrazioni prodotte da una vena particolare, ma finora nessuna teoria è stata confermata. In ogni caso il gatto si rivela prezioso nella cosiddetta Pet therapy. Accarezzarlo provoca, tra gli altri effetti positivi, un abbassamento della circolazione sanguigna.

Uno studio condotto dal Baker Medical Research Institute di Melbourne (Australia), ha evidenziato come, su quasi seimila soggetti, i proprietari di un gatto fossero meno soggetti a problemi cardiovascolari e di colesterolo alto. Ottimi risultati si sono raggiunti anche nella cura dell'Alzheimer, specialmente nell'ambito del linguaggio. Ma anche i bambini ne traggono beneficio: uno studio dell'allergologo statunitense Dennis Ownby ha evidenziato come i bambini con un cane o un gatto in casa fossero meno soggetti alle allergie e alle malattie asmatiche rispetto ai loro coetanei che invece non avevano mai potuto apprezzare la compagnia di un amico quattrozampe.

In Inghilterra è stato addirittura portato avanti un progetto che prevedeva la prescrizione medica di cuccioli di cane o gatto per la cura di alcune malattie. Passare del tempo con il proprio micio dona un immediato senso di relax e alla lunga porterà un netto miglioramento dell'umore: una cura efficace, quindi, contro le malattie psicosomatiche e contro i disturbi comportamentali in genere. Ma anche noi bipedi possiamo migliorare le sue condizioni di salute: è accertato che accarezzare un gatto anziano favorisca il rilascio delle citochinine, sostanze che rafforzano il sistema immunitario.

Quindi, in occasione della sua festa, esprimiamogli tutta la nostra riconoscenza con tante coccole, rinnovando il patto di amicizia con uno splendido felino che il mondo ha troppo spesso visto come nemico e che invece si rivela essere uno dei nostri più fedeli alleati.

22 febbraio 2010


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