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L'Iran della censura colpisce ancora

Febbraio 2010

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Il governo dittatoriale di Ahmadinejad proibisce stavolta l'uso di Google e Gmail attraverso internet. Pronte reazioni nel resto del mondo

L'Iran della censura colpisce ancora

di Andrea Ferraro

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L'Iran è completamente isolato. Ancora una volta i diritti umani, il diritto inalienabile di ogni individuo ad esprimere il proprio pensiero, a manifestare la propria voglia di libertà, è stato calpestato. Mentre la polizia caricava i manifestanti dell'onda verde, il movimento in opposizione al governo di Ahmadinejad a Teheran e in altre città del paese, si sono svolte le celebrazioni ufficiali per la nuova conquista della "democrazia religiosa", all'alba della 31esima celebrazione della rivoluzione islamica, la nuova era nucleare, a cui hanno partecipato migliaia di iraniani filogovernativi.

Ahmadinejad ha arringato la folla affermando che i nemici dell'Iran stanno utilizzando la questione nucleare e quella dei diritti umani per dominare il Medio Oriente. Naturalmente tutte le forme di dissenso espresse in piazza sono state soffocate ma, come avviene di consueto dalle dubbie elezioni del luglio scorso, è la notizia che resta barricata nei confini della vecchia Persia.

Ahmadinejad ha annunciato a tutti i presenti che l'Iran può ora fregiarsi del titolo di "Stato nucleare". "Il primo lotto di uranio arricchito al 20 per cento è stato prodotto e affidato agli scienziati", ha detto, minacciando l'arricchimento fino all'80%. Intanto, nei confini del paese, sempre più persone prendono parte alle proteste di piazza. Le notizie arrivano come al solito non dai canali media ufficiali, ma dai blogger liberi: da facebook a twitter, le notizie si moltiplicano, dando dati diversi, ma che servono a far chiarezza sulla situazione interna iraniana: secondo alcuni messaggi diffusi sulla rete, la cui attendibilità non è verificabile, almeno tre persone sarebbero rimaste uccise negli scontri, tra cui una ragazza di 27 anni identificata con il nome di Laila Zarei.

Un altro messaggio apparso su Twitter parla addirittura di almeno otto morti. Ovviamente il governo di Teheran sta cercando in tutti i modi di arginare la fuoriuscita di informazioni. Gli Stati Uniti preparano sanzioni, L'UE sostiene i manifestanti. Come primo bersaglio della censura iraniana, c'è di nuovo il mostro di Mountain View: in tutti i modi, infatti, si cerca di limitare e azzerare l'uso di Google e di Gmail.

La decisione di vietare l'utilizzo dei due siti web è ufficiale e definitiva, secondo il Wall Street Journal (a cui l'agenzia iraniana per le telecomunicazioni ha annunciato la sospensione per far spazio al lancio di un servizio di email nazionale). "La mossa intende dare una spinta allo sviluppo delle tecnologie internet locali" e per ora né il governo di Teheran né Google hanno commentato l'accaduto.

La risposta da parte degli Usa non si è fatta attendere: "L'Iran sembra determinato a negare ai suoi cittadini l'informazione, ma gli iraniani sapranno trovare come superare gli ostacoli", ha commentato il portavoce del dipartimento di Stato americano. Quindi, per un assurdo caso, mentre nel resto del mondo Google e i suoi fratelli (Gmail, Youtube, Google video, ecc.) sembrano essere diventati un vero must per gli internauti, in Iran è una realtà globale da eliminare.

Tempo fa sotto il mirino di Teheran era andato il sistema di traduzione di testi "Google translate", che traduceva in inglese realtà probabilmente troppo scomode per il governo iraniano, notizie che sarebbero dovute rimanere entro i confini del paese. Per ora sarebbe ancora possibile inviare e ricevere email, anche se un messaggio in uscita può impiegare fino a 7 ore per giungere a destinazione, come nel caso di un utente iraniano che ha scritto alla Cnn per informare della situazione.

Stando a quanto emerso, pare che il problema principale consista nell'accesso all'interfaccia di Gmail, in quanto sia il protocollo POP3 che SMTP permettono di scambiare messaggi servendosi di un client. Secondo cifre ufficiali addirittura il 95% degli iraniani utilizzerebbe server di posta stranieri: Yahoo Mail, Gmail e Hotmail su tutti. Che la mossa di limitare l'influenza del colosso di Mountain View venga considerata di poco conto è il pericolo più grande: è il sistema più frequente che viene utilizzato per rendere inoffensiva una notizia potenzialmente pericolosa, per far finta che non ci sia nulla da contestare, e soprattutto nulla da nascondere.

18 febbraio 2010


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