Febbraio 2010
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Credenze e verità nel regno di Morfeo per dormire meglio e capire quando è davvero una buona notte
Tanto o poco? Sfatiamo i miti del sonno
di Chiara Bilotta
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Al calare della luna scatta l'incontro con Morfeo e il mondo dei sogni. Quando si chiudono gli occhi ognuno porta con sé le proprie credenze, molto spesso supportate da nulla di scientifico ma semplicemente frutto di un passaparola tra amici e parenti o da qualche notizia ascoltata di sfuggita in tv o alla radio. Esistono così dei miti che si tramandano di generazione in generazione ma che molto spesso non sono veritieri; alcuni medici americani hanno rilasciato diverse dichiarazioni che danno scacco matto ad un mito dopo l'altro.
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Il dr. Joyce Walsleben, psicologo della New York University, ha sfatato il mito principale: occorre dormire otto ore per stare bene e in ottima forma al mattino seguente.
Non è vero, sostiene Joyce, anzi "ognuno ha esigenze di sonno diverse, e saprai che ne hai avuto abbastanza quando non ti verrà da dormire in una situazione noiosa nel pomeriggio".
Altro mito: se si riesce, dormire di più fa bene. Chi dorme più di otto ore a notte vive di più rispetto a chi dorme meno. Il dr Najib Ayas dell'Università della British Columbia smentisce questa convinzione: "Ciò che gli scienziati ancora non sanno è che se uno sente di dover dormire di più è perché questo può essere sintomo di cattive condizioni di salute".
Quindi un'eccessiva sonnolenza va tenuta d'occhio perchè può essere spia d'allarme di qualche problema fisico.
L'altra credenza da sfatare: nel sonno non esistono privilegiati. Non è vero che ad alcune persone possano bastare quattro ore di sonno per stare bene. Il dr. Thomas Roth dell'Ospedale Henry Ford di Detroit è quanto mai categorico: "Troppo poco sonno fa male alla salute e all' aspetto. Può rendervi inefficienti (può compromettere le prestazioni, il giudizio e la capacità di prestare attenzione), malati (indebolisce il sistema immunitario), e in sovrappeso".
A volte, dopo essersi svegliati nel cuore della notte, l'angoscia sale pensando che il mattino seguente l'interruzione del sonno porterà una totale inefficienza. Il dr. Thomas Wehr, del National Institute of Mental Health, interviene per sedare ogni paura: "In un mio studio, 15 persone vissute per un periodo di tempo senza luci dormivano per 3-5 ore, stavano svegli per una o due ore e poi dormivano altre quattro o più ore. E si sentivano molto riposati".
Tutto questo vale per chi dorme, ma per il popolo dei nottambuli, per coloro che soffrono d'insonnia perenne o momentanea cosa succede? Il luogo comune è che l'insonnia si cura con i farmaci.
Il dr. Daniel Kripke dell'Università della California smentisce affermando: "I farmaci sono consigliati a chi ha problemi di sonno momentanei, come situazioni di stress, lunghi viaggi ecc. Chi ha davvero problemi di sonno può trovare un aiuto nella terapia cognitivo-comportamentale per imparare a gestire stili di vita regolari e più sani e, di conseguenza, il sonno". Dunque una vita più regolare e sana vale più di qualsiasi sonnifero.
Esistono alcuni accorgimenti per riposare bene: andare a letto sempre alla stessa ora, evitare caffeina, tè o sostanze stimolanti, spegnere tv e internet, una stanza arieggiata e non troppo calda, un cuscino giusto (non troppo morbido). E soprattutto qualora ci si svegli nel pieno della notte bisogna evitare di riaccendere la luce: il corpo crederebbe sia già mattina e dopo sarebbe più difficile riaddormentarsi.
L'ultimo mito è quello per i "dormiglioni da week end" e si basa sulla convinzione che il sonno perso durante la settimana si possa recuperare con lunghe dormite nel fine settimana.
Il dr. Robert Stickgold dell'Università di Harward sostiene invece che "dormire durante il fine settimana e non dormire durante la settimana si chiami "bulimia del sonno", sconvolga il ritmo circadiano e renda ancora più difficile ottenere un sonno ristoratore".
Ora che i miti del sonno sono caduti, si può andare nel mondo dei sogni a cuor leggero e con la giusta consapevolezza perchè sia finalmente una "buona notte".
18 febbraio 2010
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