Gennaio 2010
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Anche il cinema digitale si sta evolvendo a velocità impressionante: l'ultimo film del regista americano è un esempio perfetto della sintesi di tutte le nuove tecnologie applicate all'immagine
L'Avatar di James Cameron e l'evoluzione galoppante del cinema digitale
di Andrea Ferraro
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Il nuovo colossal di James Cameron - "Avatar" - sta già abbattendo i record di incassi in tutto il mondo. Mai nessun film aveva incassato tanto nei primi tre giorni di programmazione in Italia (il primato apparteneva a "Il Codice da Vinci" che si era fermato a circa 8 milioni di euro).
Il progetto di Cameron era stato già messo in cantiere e accantonato 15 anni fa, e ripreso solo negli ultimi 5 (per la delizia dei nostri occhi!). Le vicende che vedono il marine Jack Sully in missione sul pianeta Pandora (all'interno di una sua riproduzione aliena, l'Avatar appunto), tra gli alieni "Na'vi", stupiscono non solo per il pathos che il regista riesce a creare: la maestria con cui si intrecciano trama e musiche e gli scenari riprodotti al pc sconvolgono non poco gli spettatori.
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L'aspetto davvero singolare della pellicola è il massiccio impiego del digitale. La tecnologia usata per riprodurre in maniera realistica la fisionomia e i movimenti del corpo (soprattutto quelli facciali) degli attori era presente già 10 anni fa. Oggi, però, anziché usare il vecchio fascio di luce come matrice per i volti, gli attori indossano microtelecamere (camcorder "Aj-hpx3000g-p2hd" di Panasonic) in grado di captare ogni singolo movimento, anche quelli dei più piccoli muscoli facciali, rendendo ognuno di essi, in certi casi, molto più che realistico (una nota di merito va alla riproduzione dei sorrisi, la più difficile).
Anche l'uso della tecnologia per ricreare gli ambienti è innovativa: con la "virtual camera" infatti, il regista è riuscito ad effettuare riprese in digitale con gli scenari a disposizione in tempo reale, direttamente proiettati sullo schermo del pc durante le riprese, senza l'ausilio dello schermo verde. Questa tecnologia simulativa, che ha permesso di visualizzare i risultati in una fase precedente alla post produzione, non solo ha permesso di elaborare il tutto in tempi brevi, ma anche di ottenere un risultato migliore. Probabilmente il migliore possibile, al momento. A tutto ciò si aggiunga l'uso del 3D, una delizia per gli occhi e un motivo in più per sentirsi parte del mondo così realistico creato da zero da Cameron. Onore al merito, ci troviamo di fronte ad un nuovo "step" del mondo del cinema, con lo sguardo proiettato sempre più verso il futuro.
23 gennaio 2010
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