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Tolkien, un "signore” da riscoprire

Gennaio 2010

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Cosa c'è al di là de "Il Signore degli anelli", il romanzo più gettonato del grande scrittore britannico. Una guida ragionata ve lo spiega

Tolkien, un "signore" da riscoprire

di Riccardo S. Scuto

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Conosciuto grazie allo straordinario successo ottenuto con Il Signore degli Anelli, uno degli ultimi lavori pubblicati quando ancora era in vita, John Ronald Reuel Tolkien ha continuato ad affascinare i suoi milioni di fan (anche dalla tomba) con sempre nuovi lavori. Tali scritti sono stati resi noti al grande pubblico dall'instancabile lavoro del figlio dell'autore inglese, Christopher. Possiamo segnare un punto d'inizio in queste pubblicazioni postume ne Il Silmarillion, compendio e testamento letterario allo stesso tempo.

Sono, tuttavia, le pubblicazioni più recenti (e seguenti alla trasposizione cinematografica de Il Signore degli Anelli) ad attirare in modo particolare il nostro interesse letterario. Dopo una pausa di quasi un decennio, infatti, durata dal 1998 al 2007, Christopher Tolkien ha riesumato altri lavori incompiuti del padre.

Il primo di questi, pubblicato nel 2007, è I Figli di Hurin, romanzo a tutti gli effetti, realizzato combinando diverso materiale (pubblicato e non) riguardante le vicende dei figli di Hurin, ambientate qualche secolo prima nello stesso mondo fantasy de Lo Hobbit (1937) e de Il Signore degli Anelli (1954-55). Si tratta di un rimaneggiamento fedele effettuato dallo stesso Christopher da un lato per realizzare uno dei desideri del padre di vedere la storia di Hurin romanzata, dall'altro per accontentare i tanti fan sempre in attesa di novità.

Il secondo è stato pubblicato nel 2009 con il titolo La Leggenda di Sigurd & Gudrun e ha a che fare con la rivisitazione della tradizione nordica riguardante il mito dell'anello dei Nibelunghi. Non siamo più nella stessa subcreazione, quindi, e la mano del figlio non ha lo stesso peso nell'edit del volume.

Pubblicati in madre patria dalla HarperCollins, questi testi hanno raggiunto l'Italia, a distanza di pochi mesi dalla data di rilascio inglese, grazie alla Bompiani, casa editrice italiana che detiene i diritti, nel nostro paese, per la pubblicazione delle opere del professore di Oxford. Tuttavia qui in Italia sono giunti altri due volumi che erano già fruibili dai lettori inglesi: Sir Gawain e Il Cavaliere Verde, Perla e Sir Orfeo e La trasmissione del pensiero e la numerazione degli elfi (tratto dalla History of Middle-Earth, mai pubblicata in Italia).

Per cominciare si tratta di opere di saggistica e non di romanzi; inoltre, si discostano anche per il tema trattato: il primo è una reinterpretazione di testi antichi tratti dalla tradizione inglese; il secondo una raccolta di saggi che approfondisce alcuni aspetti dello stesso mondo fantasy de Il Signore degli Anelli. Sono stati rilasciati in anni diversi (2009 e 2008 rispettivamente) da piccole case editrici slegate dalla Bompiani: Edizioni Mediterranee e Marietti.

Il franchise della Terra di Mezzo è molto fruttuoso ed attira estimatori da ogni dove e da ogni settore: si comincia con i libri, per poi passare ai film ed ai gadget. Non per niente, dopo la saga cinematografica di Peter Jackson, è in pre-produzione una duologia su Lo Hobbit: gli interessi finanziari in gioco sono troppi perché persino gli eredi di Tolkien non ne approfittino.


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