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Un sogno chiamato Shuttle (prima parte)

Gennaio 2010

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Vi guidiamo alla scoperta di una delle conquiste spaziali più importanti effettuate dall'uomo: l'avventura delle prime navette Space Shuttle e la loro evoluzione nel corso degli anni

Un sogno chiamato Shuttle (prima parte)

di Giuseppe Picca

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Space, The Finale frontier. Con questa celebre frase, e con l'altrettanto celebre musica che apriva la serie televisiva di Star Trek, iniziava l'avventura dello Space Trasportation System (STS), comunemente chiamato Shuttle. Il 17 Settembre 1976 il cast tutto di Star Trek (Leonard Nimoy, DeForest Kelley, James Doohan, Nyota Uhura, George Takei, Walter Koenig) e il suo ideatore Gene Roddenberry, furono chiamati dalla NASA, nel complesso di Palmdale California, per varare la prima navetta della storia.

La prima navetta Space Shuttle fu battezzata Enterprise in onore dell'astronave U.S.S. ENTERPRISE della famosissima serie televisiva Star Trek creata da Gene Ronddemberry nel 1966 e divenuta, sin da subito, una serie cult prima negli Stati Uniti d'America e poi nel resto del mondo. In origine, la navetta, doveva chiamarsi Constitution (in onore del bicentenario della costituzione degli Stati Uniti nel 1976) ma i fans della serie del telefilm Star Trek fecero pressione sulla Casa Bianca affinché chiamassero la prima navetta spaziale con il nome della astronave protagonista dei telefilm.

Il 12 Agosto 1977 ebbe quindi inizio l'era delle navette Space Shuttle che rivoluzionerà, nel corso degli anni, le missioni spaziali della NASA. Benché fosse stata la prima navetta ad essere costruita, l'Enterprise non ha mai volato nello spazio, infatti, questo primo prototipo era stato costruito con finalità di collaudo da svilupparsi unicamente nell'atmosfera terrestre.

A tal scopo l'Enterprise fu coinvolta nel 1977 in una serie di collaudi a volo libero che prevedevano il suo sgancio da un Boeing 747 appositamente modificato (SCA-Shuttle Carrier Aircraft) ed il successivo atterraggio in volo planato presso la base di Edwards in California (Dryden Flight Research Facility). L'Enterprise OV-101 40, la prima navetta ad uscire dai cantieri dell'Ente Spaziale Americano, effettuò il primo volo atmosferico, partendo dalla base di Edwards in California, sul dorso di un Boing 747 dell'AIR Force.

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Alle 8:48 avvenne la separazione dal velivolo madre librandosi finalmente, dopo migliaia di ore di studi e prove a terra, nell'atmosfera terrestre. Alle 8:54, dopo un volo durato pochi minuti (5 minuti e 2 secondi), atterrò sotto il vigile controllo dei tecnici della NASA sulla pista USAF di Edwards in California. I piloti collaudatori, Haise e Fullerton, subito dopo l'atterraggio si dichiararono pienamente soddisfatti del collaudo. In totale ci furono ben cinque ALT (Aircraft Landing Test) che prevedevano lo sgancio dello Shuttle OV-101 40 da un Boeing 747, appositamente modificato, ed il successivo atterraggio in volo planato presso la base, dell'aeronautica militare USAF, di Edwards in California. I piloti collaudatori, impegnati in questo importante progetto, erano quattro e suddivisi in due gruppi.

Il primo equipaggio era composto da Fred Haise (comandante) e Charles G. Fullerton (pilota). Mentre il secondo equipaggio era formato da Joseph H. Engle (comandante) e Richard H. Truly (pilota). Una nuova era, con le missioni Shuttle, si schiudeva per la conquista spaziale dell'uomo. Dopo questo ciclo di collaudi concluso positivamente, la navetta OV-101 40 è stata poi impiegata per le prove strutturali sulla rampa di lancio presso il Kennedy Space Center (KSC) in Florida. Alla fine degli anni '70 l'Enterprise è stata definitivamente ritirata del servizio e collocata presso lo Smithsonian Institute.

Lo Shuttle è stato concepito, all'inizio degli anni '70, come naturale proseguimento delle attività spaziali americane nell'epoca post Apollo. Ufficialmente iniziato nel 1973, il programma Shuttle ha avuto il suo battesimo con il lancio del Columbia nell'aprile del 1981. Il programma Space Trasportation System ha contribuito in maniera significativa alla permanenza dell'uomo nello Spazio consentendo l'invio in orbita di equipaggi numerosi (fino ad 8 persone), la messa in orbita di numerosi satelliti e piattaforme spaziali, il recupero e la riparazione di satelliti artificiali, il trasporto di due tipi di laboratori spaziali (Spacelab e Spacehab), missioni verso la stazione spaziale russa Mir ed operazioni di servizio per la Stazione Spaziale Internazionale.

Ma cos'è lo Space Trasportation System?
Nella seconda parte dell'articolo conoscerete la tecnologia che permette il volo, le sue prime missioni ed anche le prime tragedie del mezzo più tecnologiacamente avanzato del mondo, lo Shuttle.

leggi la seconda parte >>


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