15 Giugno 2010  ____________________________________________________________________________________________________________________________________________
Il ranger più famoso della storia dei fumetti italiani festeggerà l'albo n. 600 nel prossimo ottobre. I segreti del grande successo di un eroe senza tempo, che ancora oggi appassiona milioni di lettori
Auguri Tex, 600 di questi albi
di Pietro Paciello
Ad ottobre di quest'anno, vedremo pubblicato nelle edicole l'albo numero 600 di un'istituzione del fumetto italiano che, ancora oggi, appassiona milioni di adolescenti (e non solo), ideato dallo scrittore-editore Gian Luigi Bonelli (1908-2001) e "materializzato" dalla matita del disegnatore Aurelio "Galep" Galleppini (1917-1994): Tex Willer, il ranger veloce con la pistola, dall'aria dura e impenetrabile, ma strenuo difensore della giustizia e della verità, anche a costo di violare la legge. Willer combatte contro i criminali di qualsiasi risma, dal semplice "rubagalline" al politico corrotto, che infestano il selvaggio West.
"Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole?": con questa frase l'eroe esordì nella prima storia, "Il totem misterioso", pubblicata nel 1948 nel tipico formato dell'epoca, quello "a striscia" (16,5 x 8 cm), cui seguirono altre con cadenza settimanale.
All'inizio degli Anni '50, comparvero le cosiddette "raccoltine", ovvero le copertine in cartoncino, disegnate da "Galep", nelle quali venivano accorpate un certo numero di "strisce", mentre dal 1959 in poi si adottò il formato ad albo tuttora in vigore (e comune a tutti gli altri fumetti di successo pubblicati dalla "Sergio Bonelli Editore": da Dylan Dog a Martin Mystere, da Zagor a Nathan Never): i primi 95 albi raccoglievano tutte le storie contenute nelle "strisce", quelli seguenti le nuove storie inedite.
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Un successo di enorme portata che ha convinto la "Sergio Bonelli Editore" a pubblicare ben tre ristampe della serie ("Tex tre stelle", "TuttoTex" e "Tex nuova ristampa"), affiancati da pubblicazioni speciali, spesso a cadenza annuale, come il "Maxi Tex". Nel febbraio del 2007, il "Gruppo Repubblica-L'Espresso" ha riproposto, in 50 volumi, le prime storie di Tex nella "Collezione storica a colori". Ma l'enorme successo editoriale ha fatto sì che la "Collezione" venisse prorogata fino al volume n.200, ripubblicando così anche le storie uscite in edicola dopo il 2000. E a ciò si aggiunga l'esportazione del fumetto in numerosi paesi europei e non europei, come l'India, Israele e il Brasile.
Il "fenomeno Tex" non poté non attirare l'attenzione dell'industria cinematografica, sempre pronta nella trasposizione su celluloide di best-sellers e fumetti che appassionano milioni di lettori. Nel 1985 uscì il film "Tex e il signore degli abissi", diretto da Duccio Tessari, con Giuliano Gemma protagonista. Nelle intenzioni della produzione avrebbe dovuto fare da apripista ad una serie televisiva sul celebre ranger che però non vide mai la luce: la pellicola, infatti, si rivelò un grosso "flop" commerciale per una molteplicità di fattori, come la scarsa qualità degli effetti speciali e il costante uso di espressioni tipiche del fumetto poco consone in un film.
Persino Radio 2 ha mandato in onda delle storie di Tex riadattate in forma di sceneggiato radiofonico: "Le avventure di Tex Willer", in 20 episodi, la cui prima trasmissione risale al 2001, e "Ombre nella notte", in 10 episodi, trasmesso per la prima volta dal 21 giugno al 2 luglio del 2004, senza contare la serie di videogiochi intitolata all'immortale ranger messa in commercio negli Anni '90.
Non vi sono rotoli di celluloide, radio a transistor o supporti magnetici che tengano: è la carta, l'unica dimensione dove le avventure di Tex e dei suoi "pards" (l'abile e brontolone Kit Carson, il taciturno e determinato indiano navajo Tiger Jack e Kit, il figlio di Tex che coniuga la velocità e la determinazione tipiche del padre con le più raffinate tecniche dei guerrieri Navajos coi quali è cresciuto) sono capaci non solo di emozionare, appassionare, ma anche vivere l'atmosfera del Far West attraverso la semplice raffigurazione di sterminate praterie e canyons o i vari "bang-bang" e "sock" che hanno l'effetto di aumentare la produzione di adrenalina come se stessimo vivendo in prima persona una sparatoria o una scazzottata.
Purtroppo, da oltre sessant'anni e da quasi 600 albi, Tex Willer ha forse solo emozionato e nient'altro: il coraggio, l'onestà e il senso di giustizia che lo hanno da sempre contraddistinto e portato in più di un'occasione a rischiare la vita e a difendere i più deboli non sono stati presi sufficientemente a modello da parte dei suoi innumerevoli lettori. E nel nostro Paese rangers e sceriffi sembrano spariti.
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