2 Giugno 2010  ______________________________________________________________________________________________________________________________________________
Tra luci e ombre la storia e il fascino della grande metropoli egiziana all'ombra delle piramidi
Il Cairo, meraviglia d'Egitto
di Laura Vargiu
Meta in passato di grandi viaggiatori e oggi di turisti organizzati e non, Il Cairo, capitale della Repubblica Egiziana, è considerata nell'immaginario occidentale quasi una città dalle mille e una notte. Quando il grande viaggiatore maghrebino Ibn Batuta la visitò nel XIV secolo la descrisse come la più importante delle città islamiche del tempo, nonché dotata di un panorama stupendo.
Per quanto riguarda l'importanza della città, non vi è alcun dubbio: ancora oggi Il Cairo resta indiscutibilmente una delle capitali di maggior rilievo nell'area del Vicino Oriente sotto l'aspetto politico e culturale; quanto alla bellezza del suo panorama, Ibn Batuta cambierebbe di certo parere se potesse vedere ora la città poiché essa si estende a perdita d'occhio mostrando uno sviluppo urbano disordinato e caotico, sormontato dalle inconfondibili chiazze bianche delle antenne satellitari che spiccano ormai incontrastate sul triste marrone-grigio della metropoli.
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Si è ben lontani, insomma, dalle bellezze paesaggistiche dei secoli passati e, avendo modo di viverci e visitarla per un periodo di tempo che non sia quello mordi e fuggi di una vacanza trascorsa tra gli agi e la realtà distorta dei grandi alberghi internazionali, si entra in contatto con una realtà molto diversa da quella in genere pubblicizzata dai tour operators. Con i suoi oltre 17 milioni di abitanti (ma stime ufficiose ne indicano addirittura venti), Il Cairo è una delle città più popolose non solo tra quelle dei Paesi arabi, ma di tutto il mondo. Senza dubbio, anche una tra le più inquinate e più rumorose, dal momento che è stato raggiunto un livello d'inquinamento acustico ed ambientale alquanto preoccupante. Basti pensare al caos del traffico, ai rifiuti accumulati per le strade (le vie di alcuni quartieri residenziali non fanno eccezione) o allo smog che non consente mai di vedere il cielo completamente limpido.
Ormai sono questi gli elementi caratteristici del Cairo, come può ben constatare chiunque abbia fatto un viaggio autentico nella metropoli all'ombra delle piramidi. È difficile abituarsi al traffico, che resta uno dei problemi maggiori: fonte di rumore, inquinamento e stress per chi ci si ritrova dentro. Percorrere pochi chilometri, inoltre, significa spesso stare in auto il doppio del tempo normalmente necessario. La cosa peggiore è che questo mostro che invade le arterie cittadine non cessa mai del tutto neppure la notte. Protagonisti indiscussi dell'intenso traffico cairota sono i caratteristici taxi dalla carrozzeria bicolore, a migliaia in tutta la città e presenti ovunque, dai quartieri del centro alle periferie più estreme; si tratta per lo più di vecchi modelli Fiat, alcuni decisamente sgangherati al punto che non si capisce come facciano ancora a circolare. Con questi mezzi, dalle tariffe decisamente economiche, è possibile girare la città in lungo e in largo, scambiando quattro chiacchiere con autisti talvolta molto cordiali e curiosi di parlare con gli stranieri.
È sconcertante vedere quali dimensioni abbia raggiunto la capitale egiziana attualmente, estendendosi in modo disordinato in ogni direzione, al punto da attirare nella sua ragnatela urbana qualsiasi cosa si trovi davanti: si tratti di città, villaggi o deserto. Giza, ad esempio, è ufficialmente un comune autonomo, ma ormai è difficile dire dove inizi questa città e dove finisca esattamente Il Cairo: è tutto indistintamente Cairo. Quando si va a Giza per visitare le famose piramidi, infatti, non sembra proprio di uscire dalla capitale e, una volta giunti, si ha come la sensazione che le piramidi stesse siano state catturate dal vorace agglomerato urbano che ormai minaccia con prepotenza anche il deserto che in passato unicamente le circondava. Dovevano essere di certo tempi migliori quelli in cui il silenzio del deserto, signore incontrastato, dominava tra le testimonianze dell'antichissima civiltà egizia; oggi, invece, anche lì il caos regna sovrano a causa del via vai di macchine e pullman granturismo che trasportano orde di turisti ogni anno.
È stata addirittura asfaltata la strada che conduce da una piramide all'altra, tingendo di degradante catrame uno dei siti che, malgrado tutto, continua ad ospitare una delle sette meraviglie del mondo antico. Oltre a quest'ultima, ovvero la grande piramide di Cheope, sono presenti altre due piramidi più piccole e, come noto, la celebre Sfinge, il cui viso enigmatico dal naso mutilato è rivolto, dall'alto dei suoi circa 20 m, ai grigi palazzoni della metropoli, mentre l'oro della sabbia del deserto ormai si estende libero soltanto alla sua destra, in attesa della rapida ed inesorabile avanzata della città.
Gli appassionati di egittologia non potranno fare a meno di visitare anche il Museo Egizio, situato nella zona centrale del Cairo in un elegante edificio color rosa in stile neoclassico: esso ospita la più grande collezione di reperti dell'antico Egitto e la parte di maggior interesse è rappresentata dai pezzi di inestimabile valore rinvenuti nella tomba di Tutankhamon, il famoso faraone vissuto intorno al 1300 a.C.; anche le due sale delle mummie meritano una visita, seppure si debba pagare un biglietto extra per avervi accesso.
Che Il Cairo sia una città islamica è impossibile da dimenticare: lo ricordano le oltre mille moschee, tra grandi e piccole, sparse dal centro alle periferie. Tra quelle più antiche e importanti vi è la moschea di al-Azhar; posta nelle immediate vicinanze dell'antico mercato di Khan el-Khalili (oggi ridotto a puro suq ad uso turistico), essa ospita inoltre un importante centro di studi islamici che attira studenti da tutto il mondo musulmano.
Caratterizzano il paesaggio cairota, tra un caseggiato e l'altro, non solo gli alti minareti delle moschee (veri capolavori artistici), ma anche i campanili e le croci delle numerose chiese cristiane, soprattutto copte. Non a caso, quella cristiano-copta è una presenza molto antica in Egitto; il suo quartiere, nella parte vecchia del Cairo, lo testimonia bene e percorrerne strade e vicoli suggestivi è un'esperienza da non perdere. Ma ciò che assolutamente non si deve perdere è la visita della grande Moschea di Mohammed 'Ali che sorge all'interno della cosiddetta Cittadella (in arabo, al-qal'a).
La costruzione di quest'ultima, che altro non era se non una fortezza militare, fu dovuta al celebre Saladino nella seconda metà del XII sec. e da allora essa divenne la sede del potere politico-militare dei vari governanti dell'Egitto fino ad arrivare a Mohammed 'Ali, il condottiero di origine albanese che gli Ottomani inviarono come governatore ai primi dell'Ottocento; fu lui a far costruire, seguendo lo stile di quelle turche di Istanbul, l'imponente moschea che ancora domina dall'alto la capitale, ergendosi solitaria in tutto il suo struggente splendore come se volesse prender le distanze da una città ormai degeneratasi, persa tra i rumori e i ritmi frenetici che la caratterizzano quotidianamente.
Un angolo di paradiso, un luogo della Storia, nel quale si cercava Dio e la pace dell'anima: e dove oggi il viaggiatore può trovare rifugio prima di immergersi di nuovo nel traffico e nell'inquinamento del Cairo. Intanto le acque non proprio limpide del fiume Nilo continuano a scorrere placide, osservando silenziose ed attonite la metropoli sorta sulle sue rive.
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