9 Giugno 2010  ______________________________________________________________________________________________________________________________________________
Grilli croccanti, larve, coleotteri e molti altri insetti sono un'alimentazione proteica e facilmente digeribile. L'Occidente guarda ancora con snobismo tutto questo, ma gli insetti rappresentano un'importante fonte di alimentazione alternativa nel resto del mondo
Metti una tarantola a cena
di Angela Patrono
Il primo impatto con il cibo di un paese straniero - si sa - può essere talvolta traumatico. Sul menu compaiono pietanze dai nomi fantasiosi e incomprensibili, dagli ingredienti spesso ignoti, ma solitamente il timore del nuovo si risolve in un sospiro di sollievo dopo il primo assaggio. A volte, però, curiosando nelle cucine internazionali, si possono trovare vere e proprie bizzarrie alimentari, che scoraggiano perfino i palati più "temerari".
In Giappone, ad esempio, è facile trovare larve e pupe di vespe in scatola, bollite con salsa di soia, zucchero e altri aromi. L'imperatore Hirohito era solito consumarle con il riso. In Messico, invece, vanno forte le cavallette tostate: condite con aglio, sale e succo di limone: possono essere consumate da sole o in accompagnamento ad altri piatti.
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In Colombia si sgranocchiano formiche fritte o arrostite, ottime come snack "apristomaco". In Nuova Zelanda, i maori degustano le larve di un insetto del posto chiamato Huhu, ottimo crudo oppure arrosto. La tarantola fritta è invece la specialità della città di Skuon, in Cambogia: viene preparata in padella con zucchero e aglio, in modo da diventare croccante all'esterno, mentre l'interno assume una consistenza cremosa. In Cina, quelle che sembrano normali caramelle mou nascondono uno scorpione all'interno.
Tuttavia non si tratta di semplici stranezze culinarie. Nonostante le papille gustative di un occidentale non tollerino simili affronti, è stato dimostrato che gli insetti sono una grande fonte di proteine e vitamine, oltre ad essere facilmente digeribili.
Uno studio condotto in Costa Rica punta a favorire l'introduzione di un nuovo genere alimentare a base di insetti. Secondo il dottor Manuel Zumbado, infatti, coleotteri, vespe e formiche potrebbero costituire una fonte di alimentazione alternativa, risolvendo così parte dei problemi legati all'approvvigionamento di cibo. Inoltre gli insetti tendono a riprodursi molto più rapidamente degli animali da carne, costituendo così una valida risorsa per l'allevamento.
Perfino una conferenza della Fao ha evidenziato come l'entomofagia, ossia il cibarsi di insetti, abbia diversi benefici. Un'altra ricerca svolta in Ohio ha portato alla conclusione che "l'Occidente sbaglia a snobbare questo genere di alimento", mentre il nutrizionista Bruno Comby ha fondato il Cuisine Insectes Institut, che ha portato alla sperimentazione di più di 400 tipi di insetti. Alcuni studiosi messicani hanno constatato che il consumo di insetti avviene soprattutto in Africa, America Latina e Asia, e in 90 Paesi al mondo si consumano ben 1400 specie di insetti e vermi.
L'occidente fatica ancora ad accettare questo insolito regime alimentare, ma anche nel nostro Paese si sono verificate timide aperture: nel luglio 2008 si è tenuta a Bergamo una degustazione guidata, durante la quale il critico enogastronomico Davide Oltolini (nella foto) ha presentato curiosi accostamenti vino-insetti. Tra le pietanze offerte, un "riso basmati al curry insaporito con grilli neri croccanti e tarme fresche della farina". Tutto all'insegna della sperimentazione e della voglia di stupire. Del resto, la moda di mangiare insetti è diffusa perfino tra le star: Angelina Jolie ha recentemente confessato di aver fatto assaggiare al figlioletto Maddox il suo primo piatto di grilli in Cambogia!
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