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Pinne, penne e zampe varie

15 Giugno 2010  ____________________________________________________________________________________________________________________________________________

La Pet Therapy si affianca alle tradizionali terapie scientifiche per migliorare alcune patologie psichiche e motorie

Pinne, penne e zampe varie

di Alessia Ferrara

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Negli anni '60 Boris Levinson, psichiatra infantile, propose come cura per i propri pazienti il ricorso al contatto con gli animali domestici, sostenendone l'utilità terapeutica in casi di depressione, ansia e stress.

È allora che nacque la
Pet Therapy. Da quel momento in poi l'utilizzo degli animali da compagnia nel coadiuvare la cura e la ripresa di pazienti trovò sempre maggiore applicazione.
Le attività assistite da animali (AAA) e le terapie assistite dagli animali (AAT) costituiscono le due tipologie di PT alla base della quale vi è il rapporto che si instaura tra l'animale ed il paziente. È proprio grazie al legame che ne deriva che si notano importanti miglioramenti nei soggetti con disturbi di natura fisica e psicologica. L'efficacia terapeutica risiede nella figura di mediatore che l'animale stesso assume tra il paziente ed il terapeuta. È così che anziani, bambini, giovani, o chiunque sia affetto da disturbi comportamentali, difficoltà motorie ed emotive riesce a superare molti degli ostacoli derivanti dalle varie patologie.

Gli obiettivi che si intendono raggiungere con il ricorso alla PT sono molteplici. Innanzitutto si tenta di migliorare l'aspetto relazionale del paziente. Grazie infatti alla comunicazione non verbale che si sviluppa tra animale e uomo, quest'ultimo è portato ad assumere comportamenti e codici che gli consentano di essere compreso dall'animale, codici che sottendono la sfera delle emozioni e dei sentimenti. In tal modo ne trarrà giovamento la capacità del paziente nella sua relazione con il mondo circostante. Il miglioramento delle capacità motorie è un altro obiettivo raggiungibile con la PT grazie soprattutto alla possibilità che il paziente ha, confrontandosi con un animale, di esplorare spazi e movimenti nuovi e diversi, riuscendo così a raggiungere la percezione dei propri limiti e potenzialità nonché guadagnando fiducia nelle proprie possibilità.

La capacità di migliorare la memoria, l'abilità linguistica, l'attenzione, l'orientamento nello spazio (imparare a muoversi in maniera più sicura e meno impacciata, senza arrendersi, come nel caso dei disabili) e la percezione del tempo, sono ulteriori traguardi che la PT si prefigge di raggiungere.

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Il punto di partenza che genera il successo di tale metodo terapeutico ne giustifica e spiega l'efficacia ormai testata e comprovata e risiede in una serie di meccanismi che entrano in gioco tra l'essere umano e l'animale.
Tra tutti, quello principale è il processo di natura affettiva ed emozionale che porta il bambino, piuttosto che l'adolescente o l'anziano, o comunque il paziente in genere, a rilassarsi di fronte ad una serie di stimoli positivi derivanti dalle emozioni, anch'esse positive, suscitate dal contatto con l'animale. Così stress, agitazione, disagio, lasciano il posto ad uno stato di tranquillità e rilassamento generato dall'abbassamento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa nonché dal rilascio di neurotrasmettitori "utili" alla diminuzione di ansia e stress.

Un altro processo imprescindibile della PT è quello di natura psicologica. Il paziente, infatti, in seguito al contatto con l'animale capisce poiché sente il beneficio che ne deriva e apprende di doversi impegnare per migliorare la propria comunicazione non solo con l'animale ma con il terapista stesso.
Se si pensa all'interazione che si ha, ad esempio, nel contatto con i delfini, con i cavalli, con i cani nello spazzolarli e accarezzarli, si capisce quanto il contatto fisico libero con l'animale, possa aiutare i pazienti a sciogliere insicurezze e tensioni ma anche a renderli consapevoli di risorse alle quali appigliarsi per migliorare la propria esistenza e vivere meglio. Questo meccanismo soggiacente, insieme a quello relazionale e psicologico, fanno da leva e motore propulsore per la riuscita dell'intervento terapeutico.
Gli animali principalmente impiegati per la PT sono cani, cavalli, delfini ma anche uccelli e gatti.

Nello specifico la scelta sul tipo di animale da impiegare nella terapia dipenderà dai disturbi del paziente e sarà valutata da esperti terapeuti con cura e attenzione dato che l'errore sulla scelta di un animale piuttosto che un altro può portare conseguenze anche piuttosto gravi sulla persona in cura.
Nel caso dei cani saranno scelti quei soggetti che avranno dimostrato un buon temperamento, un'ottima capacità di socializzazione, docilità, affettuosità e tutta quella serie di caratteristiche che rendono un cane amabile e adorabile come può esserlo ad esempio un Labrador.

La semplicità di una relazione basata su codici diversi in grado di generare emozioni, aiuta i pazienti a migliorare la loro situazione di svantaggio motorio e/o psicologico, riuscendo così a farli sorridere alla vita. Una realtà, questa, che dovrebbe aprire scenari diversi a chi, per una banale vacanza estiva, abbandona un cane o a chi, in generale, ha comportamenti assai poco rispettosi verso gli animali, cani, cavalli, gatti o uccelli che siano.

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