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Il Dalai Lama non esiste per gli i-phone cinesi

I titoli 4U > Gennaio 2010

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Il leader tibetano oscurato da uno dei prodotti Apple più acquistati

Il Dalai Lama non esiste per gli i-phone cinesi

di Andrea Ferraro

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La censura della Repubblica Popolare Cinese colpisce ancora. Dopo le limitazioni ai motori di ricerca Google e Yahoo, ora è toccato alla Apple limitare il flusso di scambio di informazioni fuori dai confini cinesi.
L'azienda di Cupertino, politically correct negli USA per antonomasia, ha bloccato l'accesso a cinque programmi televisivi che riguardavano il leader spirituale tibetano Dalai Lama, limitando le funzioni on-line dei loro prestigiosi iPhone, distribuiti nel paese da "China Unicom".

Se l'utenza cinese, insomma, ricerca la parola "Dalai" sull'iPhone, il risultato è nullo. Sono cinque le applicazioni riguardanti il Dalai Lama non presenti sull'Apple Store cinese. Alcune di queste, come "Dalai Quotes" e "Dalai Lama Gebetsmuhle" mostrano citazioni del leader spirituale tibetano. "Dalai Lama Paging", invece, comunica il luogo in cui sta insegnando il leader tibetano.

Ci sono poi due applicazioni, "Buddhist Dictionary" e "Nobel Laureates", che citano il Dalai Lama insieme ad altre informazioni. "Reporter Senza Frontiere", l'associazione internazionale per la libertà di stampa e di opinione, ha scoperto la censura ed è andata su tutte le furie, attaccando la multinazionale americana. Si legge in una loro nota: "Gli abbonati dell'iPhone in Cina hanno il diritto di sapere a che cosa non hanno accesso libero. L'azienda americana si unisce al club delle imprese che applicano la censura nel Paese: una grande delusione da parte di un gruppo che ha basato la sua campagna pubblicitaria sul "Think Different" che si ritiene creativa". Apple, dal canto suo, risponde di attenersi semplicemente alle leggi locali, sacrificando ancora una volta il diritto al profitto.


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