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James Cameron, il Rivoluzionario

I titoli 4U > Febbraio 2010

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Quali sconvolgimenti ha portato nel cinema contemporaneo il regista americano? Una breve cronistoria della sua carriera

James Cameron, il Rivoluzionario

di Luca Malgara

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La storia, passa per uomini audaci, visionari, rivoluzionari. La storia del cinema passa inevitabilmente per James Cameron.

Ieri. E' il 1991: sugli schermi sta per approdare il sequel del fortunatissimo e già cult "Terminator". L'attesa è molta: budget di 94 milioni di dollari (di cui 17 solo per gli effetti speciali, all'epoca un record assoluto) una produzione durata a lungo (tanto da notare nel film l'invecchiamento del giovane protagonista John Connor) e la curiosità di rivedere nuovamente Arnold Schwarzenegger nei panni dell'implacabile cyborg. Risultato? Mezzo miliardo di incassi world wide, 4 Oscar per gli effetti video e l'inizio di una rivoluzione, non solo di un genere, ma del modo di far cinema. E' l'inizio dell'era degli effetti speciali e della computer grafica, che da quel giorno diverranno sempre più accurati e protagonisti nei blockbuster moderni.

Con "Titanic" Cameron riesce a superarsi ancora una volta. Incasso più grande della storia, 11 Oscar e un film che supera ogni aspettativa. Utilizzando effetti speciali all'avanguardia (ancora una volta) narra l'ultimo viaggio del famoso transatlantico, vissuto da due giovani innamorati, dando vita a un moderno Romeo e Giulietta. E' il 1998 e James Cameron è in cima al mondo grazie a un capolavoro, divenuto immediatamente un classico del cinema.

Oggi. Giunti all'apice, a un tale apice, chiunque, anche il più grande dei talenti, non può inevitabilmente scendere, seppur gradualmente. E' sembrato così pure per Cameron. Dopo la sbornia di Oscar, il signor "titanic" è un po' scomparso, rifugiandosi in una pensione dorata, con qualche breve apparizione tra serie tv minori e qualche documentario. Ad un tratto ecco l'annuncio del suo ritorno, con il fantomatico "Avatar", progetto pensato prima di Titanic, ma mai portato avanti per "l'impossibilità di filmarla" (Cameron dixit).

C'è molta attesa, ma anche scetticismo sul lavoro. Nonostante un set e una sceneggiatura blindatissimi, i pochi "rumors" che si hanno narrano di un film fiacco, non interessante. I tempi di produzione, poi, si protraggono per anni e molti, malignamente, asseriscono che il film mai vedrà la luce.

Quello che Avatar è diventato, solo poche settimane dalla sua uscita è già storia. Record di incassi di sempre, una storia intensa e avvincente piena di metafore sulla società contemporanea, in grado di far breccia su un pubblico vastissimo e una tecnica di ripresa talmente innovativa (il 3D) abbinata alle già esistenti Motion Capture e al Green Screen.

Domani. Il Ciclone Avatar, non si è abbattuto esclusivamente nei cinema e al box office.
Il 2010 sarà l'anno del grande lancio del 3D. Una sequela di film infiniti, tutti con la nuova tecnologia di ripresa a doppie ottiche inventata proprio da Cameron. Ma non solo.
Sembra che tutti ormai, come colti da un virus, vogliano girare in questo nuovo formato.
Per far capire la febbre che è salita, citiamo due episodi. Secondo fonti attendibili, la prima gara del prossimo sei nazioni di Rugby, verrà ripreso in diretta con il formato a tre dimensioni e proiettato in sala per uno spettacolo realmente unico. In piena crisi produttiva per il quarto capitolo di Spiderman 4, inoltre, la Sony ha deciso, a pochi anni dall'inizio del "franchise", di azzerare tutto e ripartire con un "reboot" della saga dell'uomo ragno. Via regista (Sam Raimi) e protagonista (Tobey Maguire), per prendere una nuova direzione, che pare essere, oltre a un ritorno alle origini del personaggio (vedi il Batman di Nolan), proprio il 3D.

Signori, se non ci troviamo di fronte a un genio assoluto, poco ci manca, perché pochi, anzi pochissimi come lui sono riusciti per così tante volte a influenzare il cinema del decennio successivo. Cameron, con Avatar, si conferma ancora una volta come il mago dell'intrattenimento mondiale, capace di raccontare storie d'interesse trasversale, con una forza visiva senza eguali.
Che dire: giù il cappello e applaudire nell'attesa di scoprire quale altra frontiera supererà.

3 febbraio 2010

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