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Effetto Lolita

7 Luglio 2010  _______________________________________________________________________________________________________________________________________________

Il mondo del fashion parla chiaro quest'estate: abitini e babydoll, il tutto all'insegna del "mini" e dell'avere sempre 15 anni. Bando ai lifting e ai sieri anti-età: ci pensano gli stilisti amanti del personaggio di Nabokov a rendervi più giovani

Effetto Lolita

di Letizia Annamaria Dabramo

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Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

Nel 1955 Vladimir Nabokov esordiva con uno tra i suoi lavori più apprezzati e contestualmente più discussi. Il romanzo "Lolita", l'incestuoso racconto di una storia d'amore e di follie, ha ispirato nel corso dei decenni maestri del cinema del calibro di Stanley Kubrick che, nel 1962 decise di trasporre quest'opera sul grande schermo, con quella indiscutibile classe, suo marchio di fabbrica.

E se è vero che un mito può essere definito tale solo grazie al successo e alla popolarità che riscuote nel corso del tempo, allora quello di Lolita può rientrare di diritto in questa categoria. Emblema di ingenuità e malizia, divino e terreno, di tutte le dicotomie che in lei hanno convissuto, capostipite dell'esercito di ninfette che non hanno tardato ad emularla. Vanessa Paradis e Alicia Silverstone, solo per citarne due, che negli anni '80 fecero girare la testa a molti uomini (Johnny Depp è la voce più autorevole tra questi) con voci suadenti e modi di fare ammiccanti.

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Ebbene, secondo la rigida regola del ciclico ritorno di icone e stili, neppure il mondo della moda può sottrarsi alla fascinazione provocante di questo personaggio. In passerella sfilano zuccherosi abitini e babydoll dalle fantasie floreali, che si uniscono alla leggiadria dello chiffon e della seta. E ancora: hot pants (molto hot), bluse e micro giacche sono gli item basilari per creare la "divisa", e giocare - con moderazione, però - con questo personaggio fresco ed energico.

Peter Som
, con la sua donna di chiara ispirazione 50's, sfoglia il libro di Nabokov e interpreta la protagonista, pagina dopo pagina, mise dopo mise, vestendola con top a pois (con rigoroso fiocco sulla scollatura), gonne balloon, camicie essenziali e abiti con scollo a barca. Le tinte sono quelle tenui del cipria, del bianco, dell'antracite, del pesca.

Si respira spensieratezza anche sulle passerelle di
Ralph Lauren Collection, che fa sfilare modelle dalle delicate connotazioni fanciullesche, vestite di fiori color glicine, malva o rosa su fondo bianco. E' questo il fil rouge che lo stilista utilizza per tutti i capi d'abbigliamento, tra cui svettano in modo particolare gli abiti al ginocchio, poco costruiti, molto naif.

Must-have per questo stile sono gli immancabili occhiali dalle forme più estrose: quelli proposti da Moschino Cheap & Chic, ad esempio, rievocano un sogno bucolico, quelli del già citato Peter Som sono tondi in osso, per sguardi d'altri tempi; ma per dimostrare fedeltà e devozione all'originale sono necessari quelli heart-shaped, a forma di cuore, cioè. In testa fa capolino un particolare irrinunciabile e ancora più civettuolo: il fiocco. Sotto forma di clip, headband o fascia, insomma, quello lo decidete voi. E per i capelli? Con parsimonia e moderazione si può scegliere tra le codine proposte da Prada e le treccine (anche in versione "mono", meglio se laterale) o un taglio corto con frangia.

Il trucco, sia per il giorno che per la notte, è essenziale, quasi scarno, fatta eccezione per il tocco di colore sulle labbra, punto di forza beauty, su cui devono convergere le attenzioni e gli sguardi degli ammiratori. Innanzitutto un tocco di Creme de Rose di Dior, un innovativo balsamo labbra in grado di proteggere e rimpolpare, poi un tratto di Crayon Lévres di Chanel, matita per esaltare il contorno e arcuare maggiormente le rotondità, per un grazioso effetto pin-up. Successivamente la linea profumata al mango
Gloss Pur di Yves Saint-Laurent, che unisce al fascino del rosso (nella palette presenti anche corallo, cipria e fucsia) la brillantezza dell'effetto "wet", particolarmente indicato per la stagione estiva.

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E per rimanere con i piedi per terra, non bisogna dimenticare le calzature più adatte a questo stile: sul podio salgono di prepotenza le più classiche scarpe decollété (da valorizzare con il plateau, per strizzare l'occhio alle ultime tendenze), le ballerine in vernice (peep toe o completamente chiuse, a seconda dei gusti), ma soprattutto le stringate maschili in cuoio con calzini a vista.

Uno stile irresistibile, non c'è che dire, in cui la regola del "mix & match" è più che mai applicabile con spontaneità; perciò largo, tra le altre, alla fantasia Vichy, il caratteristico pattern quadrettato bicolore, così adorabile, specie se accostato a merletti o dettagli "baby". E tra le celebrity che si sono fatte conquistare c'è la prorompente Scarlett Johansson, che nella campagna pubblicitaria per la collezione primavera/estate 2010 di Mango veste i panni di una ninfetta, con tanto di abitino orlato in cotone sangallo e pettinatura morbida e voluminosa.

Si prospetta quindi un'estate in cui tutte, ventenni e over "anta" potranno dimostrare qualche primavera in meno, lontano da sieri antietà o bisturi, grazie alla folle freschezza e alla spensieratezza dei quindici anni.

argomento correlato: Nel blu vestito di blu

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