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La terra dai deserti di ghiaccio

22 Luglio 2010  ______________________________________________________________________________________________________________________________________________

Nessun altro luogo sul nostro pianeta riunisce in modo così indissolubile senso di libertà e contatto con una natura incontaminata da millenni

La terra dai deserti di ghiaccio

di Chiara Bilotta

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Ultima frontiera. Terra del sole di mezzanotte. Regina dei ghiacciai.
Le definizioni sono tante e mai bastevoli, l'immaginazione corre lungo 1.717.854 km² di territorio che fanno dell'Alaska lo stato più grande e nello stesso tempo il meno popolato (700.000 abitanti) di tutta la federazione degli Stati Uniti d'America.

E' una terra di confine: radicale nei suoi inverni da -50 gradi, ammaliante per il variegato contingente di flora e fauna marina, limitata per le sue 3-4 "highway" obbligate, oltre le quali c'è il nulla.
Estrema come appare, l'Alaska non è al vertice delle mete di vacanza ma dietro la coltre di ghiaccio si cela un altro mondo. L'Alaska si trasforma e accade proprio d'estate: da giugno a settembre il clima diventa mite oscillando da un minimo di 10 gradi a punte di 30 gradi e l'atmosfera diventa propizia a qualsiasi viaggiatore.

Il circuito stradale in Alaska è manchevole, poche strade permettono di raggiungere i posti più belli, l'unico modo per godere pienamente delle sue meraviglie è attraversarla dal mare, magari in una crociera.

La stagione delle crociere parte all'inizio di maggio e termina alla fine di settembre, le compagnie sono 8, ci sono le grandissime, Carnival, Princess, Royal Caribbean e i prezzi top sono molto alti ma si strappano anche offerte da 700/ 800 dollari per cabine interne in crociere di una settimana.

Il panorama dal ponte della nave vale sicuramente il costo della vacanza: nessun posto si può paragonare all'Alaska.

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Il paesaggio è mozzafiato: le valli scavate nei ghiacciai si alternano a spettacolari torri di ghiaccio, le maestose montagne si innalzano dalle acque e fanno da cornice alle immense foreste di antichi sempreverdi. Ogni elemento del paesaggio è testimone di un luogo dove la natura regna incontaminata e selvaggia.

L'altro spettacolo è faunistico, sono ormai rari i posti sulla Terra dove è possibile vedere una così grande varietà di animali in libertà. Una enorme quantità di uccelli selvaggi abita le coste dell'Alaska ed è emozionante vedere da vicino il simbolo degli Stati Uniti, l'aquila di mare dalla testa bianca. Questa specie, che in altri stati corre verso l'estinzione, in Alaska vanta ancora numerosi esemplari.




Ma il vero animale nazionale è il grizzly, l'enorme orso bruno che in Alaska è conosciuto come Kodiak.
Rispetto al classico orso bruno americano, il Kodiak pesa quasi il doppio (650 chili contro meno di 400) e si trova solo nell'isola omonima e nel Parco Nazionale di Katmai, a sud dell'Alaska. Questo parco copre una superficie di 19.122 km² e la sua particolarità, oltre alla presenza del Kodiak, è costituita dalla Valle dei Diecimila Fumi, un territorio interamente ricoperto di detriti vulcanici che provengono dal vulcano Novarupta che nel 1912 si manifestò in una delle più grandi eruzioni del XX° secolo.

Qui si arriva solo in aereo e il viaggio su aerei a turboelica che sorvolano di poco sopra il livello delle montagne circostanti, è già da brivido. Lungo il Brooks River è possibile vedere i grandi orsi che aspettano i salmoni al varco delle rapide, magari una femmina kodiak che allatta i suoi cuccioli, oppure le otarie che giocano lungo le coste scoscese. Sono scene indimenticabili, vale la pena ammirarle almeno una volta nella vita, prima di ritornare ad immergersi nelle città frenetiche e artificiali del nostro tempo.

Una crociera in Alaska è un ritorno alle origini, in una terra dove il tempo pare essersi fermato e la Natura regna imperturbata in attimi di pace e libertà.
L'Alaska è per i veri viaggiatori, quelli che, parafrasando Baudelaire, "
partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "andiamo" e non sanno perché. E i loro desideri hanno le forme delle nuvole".

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