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L’anima è gemella in percentuale

14 Luglio 2010  ______________________________________________________________________________________________________________________________________________

L'anima gemella e la regola del 37 per cento. Ma cosa succede quando negli affari di cuore si mette la scienza? Di sicuro ad influenzare le nostre scelte incidono molto l'età e la cultura

L'anima è gemella in percentuale

di Cinzia Ficco

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Affinità di coppia e rapporti uomo donna. Si sapeva di affinità basate su gusti alimentari, cinematografici o artistici, ideologie sociali o politiche. Ma che tutto si potesse riassumere in un matematico valore percentuale non ce lo aspettavamo proprio. Ne parliamo con Simona Morini, docente all'Università IUAV di Venezia.

E' facile trovare la propria metà?
Beh, anzitutto dipende dalle opportunità che ci si presentano.
Se ci si accontenta, abbastanza. Se si e' particolarmente esigenti, pochissime.
Inoltre, dipende da che cosa vogliamo. Bellezza? Ricchezza? Buon carattere? Generosità? Fascino? Salute? Ognuna di queste variabili non è facile da determinare e, soprattutto, dipende dall'età in cui ci mettiamo a cercarla. Da giovanissimi è la stessa selezione naturale a farci preferire maschi belli, sani e forti (nel caso delle femmine) oppure femmine floride, docili e fertili.
Ma con il passare degli anni, man mano che i nostri gusti si precisano e che l'influenza della cultura diventa più forte, le esigenze cambiano. Siamo inoltre condizionati dalle esperienze passate e quindi, anche se disponessimo di valori di probabilità, dovremmo "condizionarli" alla nostra esperienza passata. Esistono statistiche - e non molto precise - solo sulla ricchezza.

C'è chi si prefigge di incontrare Marylin Monroe o Monica Bellucci. Cosa consigliare?
In genere chi si accontenta gode. Chi vuole una Marylin Monroe deve attenersi alla regola del 37% (sempre che non abbia difficoltà a incontrarla e sempre che lei sia d'accordo, due condizioni che, ovviamente, complicano la vita). Ma con la più bella del quartiere, se ci si mette di impegno, e se non si pretende che, oltre a essere bella sia magari anche intelligente e di buon carattere, bastano forse una decina di prove! Ma questo vale per gli uomini. Le donne, si sa, sono più esigenti e quindi, in generale, meno "fortunate".

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Dunque, serve la matematica per individuare il partner giusto?
Secondo il modello più "in voga", la scelta del partner può essere assimilata all'assunzione di una segretaria: si intervistano varie candidate, ma bisogna assumerne una quando sembra che vada bene, senza poter tornare indietro, dato che intanto le precedenti potrebbero essersene andate o essere state assunte da qualcun altro. All'inizio non si ha il curriculum delle candidate, per cui bisogna decidere sul momento, senza sapere se la prossima sarà meglio o peggio.

Come decidere quando fermarsi nella ricerca?
La scelta può essere complicata ulteriormente supponendo di non sapere quante sono le candidate disponibili. Senza contare che la segretaria, una volta conosciuto meglio il lavoro, potrebbe non accettarlo.

E' il caso della famosa regola del 37 per cento?
Si, si tratta del cosiddetto problema della ricerca sequenziale che è stato affrontato da vari matematici. Consideriamo il problema della scelta sequenziale nella versione datane da Mosteller nel 1987. Si tratta del cosiddetto problema della dote (detto anche della segretaria, o della gara di bellezza o Googol): un sultano vuol mettere alla prova il suo consigliere. Il consigliere sta cercando moglie e il sultano coglie l'occasione per saggiare le sue capacità. Procura 100 ragazze del suo regno. Il consigliere può incontrarle una dopo l'altra e deve scegliere quella che ha la dote più cospicua. Se ci riesce conserva il suo posto e sposa la ragazza, altrimenti non si sposa e rischia la testa. Il consigliere può incontrare una ragazza alla volta e chiederle a quanto ammonta la sua dote, poi deve o accettare o passare alla ragazza successiva.

E poi?
Ovviamente non può tornare indietro e non ha idea dell'ammontare della dote delle ragazze del paese. Che strategia deve usare per massimizzare la probabilità di scegliere la ragazza più ricca? La soluzione matematica del problema gli suggerisce di passare in rassegna 37 ragazze, cercando di ricordarsi qual è la dote più alta tra le 37 (chiamiamola D) e poi, a partire dalla 38esima, di scegliere la prima ragazza che ha una dote maggiore di D. Così facendo, il consigliere ha una probabilità del 37% di riuscire a scegliere la ragazza giusta e l'algoritmo mostra che nessun'altra strategia è migliore di questa. Cosa non facilissima. Alcuni studiosi (Frey e Eichenberger, 1996) sostengono che di solito si fanno fa poche "prove" prima di scegliere, quando addirittura non ci si ferma alla prima che capita, rischiando grosso!
Questa strategia presenta alcuni inconvenienti in pratica: Anzitutto bisogna sapere esattamente quanti sono i candidati possibili per poter sapere quanti ce ne sono nel 37% da passare in rassegna prima della scelta finale.

Meglio affidarsi alle agenzie matrimoniali?
Le agenzie matrimoniali sono utili per risolvere un ulteriore problema, che riguarda la necessità di incontrare delle persone, prima ancora di sceglierle. Dopotutto il sultano del nostro esempio procura al visir le 100 ragazze, mentre i comuni mortali devono andare a trovarsele da soli! Inoltre, se il vivere in un luogo piccolo facilita, come abbiamo visto, la scelta, non necessariamente migliora la qualità. In questo senso, una agenzia matrimoniale, o una delle tante chat di internet, può essere utile. Il problema vero è che tutti questi modelli presuppongono che uno sappia quello che vuole in questo campo. E non è affatto ovvio che sia così.

Oscar Wilde diceva che la felicità di una persona sposata dipende dalle persone che non ha sposato.

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