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Sant’Antonio, liberaci dalle catene!

7 Luglio 2010  _______________________________________________________________________________________________________________________________________________

Sono le bufale e le truffe più odiose e diffuse nel web: fanno leva sulla credulità popolare e sulla facilità di inviare i messaggi di spam con un semplice clic

Sant'Antonio, liberaci dalle catene!

di Pietro Paciello

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"La pazienza è il baluardo dell'anima, e la presidia e difende da ogni perturbazione": chissà se il famoso Santo protettore di Padova, che aveva pronunciato queste parole circa otto secoli fa, la pazienza l'abbia ancora mantenuta al giorno d'oggi nel vedere il suo nome accostato al fenomeno, nato attorno agli anni '50 del secolo scorso, che originariamente consisteva nell'inviare per posta ad amici e parenti lettere in cui si invitava a pregare i santi (e molte di queste iniziavano con un "recita tre Ave Maria a Sant'Antonio") in cambio di trattamenti di favore nell'aldilà.

Col passare degli anni le modalità di diffusione delle "catene" aumentarono, contestualmente ai grandi passi compiuti dalla tecnologia, sia in termini di velocità che di contenuti. Ma l'impennata si è avuta con l'avvento di Internet, cioè delle e-mail inviate in pochi istanti e a costo zero verso qualsivoglia indirizzo di posta elettronica, che hanno dato al suddetto fenomeno un carattere sempre più invasivo e deprecabile, in quanto la quasi totalità dei messaggi inducono i destinatari, facendo leva sulla loro emotività, ad inoltrarli al maggior numero di persone possibile, nonostante ciò sia vietato dalla netiquette (il Galateo del web).

Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, i temi contenuti (per lo più falsi) delle "catene di Sant'Antonio" riguardano bambini con mali incurabili, promesse di facili guadagni, minacce di sfortuna e catastrofi varie.

Ecco un classico esempio di messaggio-bufala, che ha bisogno di pochi commenti:

"UN POVERO BAMBINO HA UNA MALFORMAZIONE CONGENITA CON COMPLICAZIONI E NECESSITA DI UN TRAPIANTO COSTOSISSIMO: IL COSTO DELL'OPERAZIONE È DI $ 560.000. LA LEGA PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE GENETICHE PAGHERA' $0.01 PER OGNI E-MAIL INVIATA CON OGGETTO "AIUTA NICOLAS". È NECESSARIO INVIARE QUESTO MESSAGGIO IN TUTTO IL MONDO. SERVONO 56 MILIONI DI MESSAGGI PER FINANZIARE L'OPERAZIONE. NICOLAS HA BISOGNO DI NOI PER TORNARE A SORRIDERE!! SALVIAMO QUESTO BIMBO CHE LOTTA CONTRO LA MORTE ... ".

Purtroppo le "catene" non si limitano a queste idiozie, ma vengono usate anche per attività di "spamming": si chiede di inoltrare un messaggio ad un particolare indirizzo e-mail in modo che lo "spammer", grazie a particolari software, possa ottenere centinaia di indirizzi di posta elettronica rivenduti a peso d'oro a coloro che sono interessati ad inviare messaggi pubblicitari e vantaggiose offerte di lavoro dal contenuto truffaldino che molto spesso hanno l'effetto di abbindolare gli ingenui destinatari.

Certamente è impossibile, in questo articolo, fare anche un semplice compendio di un fenomeno tanto diffuso quanto complesso, ma è curioso constatare che la truffa perpetrata negli USA dal finanziere Bernard Madoff, costatagli una condanna a ben 150 anni di carcere, si basava su una vera e propria "catena di Sant'Antonio" imperniata su un personaggio centrale che mantiene i contatti diretti coi clienti (in America viene chiamata "schema Ponzi", dal nome di un famigerato truffatore italo-americano) e dove i primi investitori vengono remunerati con i soldi investiti dai risparmiatori successivi fino a quando il sistema non crolla sotto i debiti. Una frode che ha contribuito non poco alla crisi globale che ancora oggi fa sentire i suoi effetti deleteri.

Nonostante vi siano dei siti specializzati nello scoprire "catene" i cui messaggi siano delle "bufale" o nascondano nelle frodi, queste sono difficili da contrastare in virtù del loro "camaleontismo", capace di far sempre presa su gente più o meno credulona. E' proprio il caso di dirlo: Sant'Antonio, aiutaci tu!

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