Marzo 2010
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La bellezza suggestiva e carica di storia delle rovine divenute una delle maggiori attrattive turistiche del Regno di Giordania
Jarash: un incanto senza tempo
di Laura Vargiu
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Petra
Quando si parla della Giordania, inevitabilmente il pensiero corre alle rovine di Petra che, in uno scenario naturale di estrema bellezza, costituiscono uno dei siti archeologici più famosi al mondo.
Tuttavia, nel Regno hashemita esistono tanti altri luoghi che, seppur meno famosi rispetto a Petra, meritano senza ombra di dubbio una visita. Tra questi, il sito di Jarash, l'antica Gerasa di epoca romana, incanta il visitatore in modo particolare.
Situata a circa 50 km a nord della capitale 'Amman, a cui è ben collegata, Jarash è oggi anche un moderno agglomerato urbano che si è sviluppato notevolmente negli ultimi decenni grazie al turismo attratto in questa regione settentrionale del Paese proprio dalle rovine spettacolari della città antica; la città nuova è sorta accanto a quest'ultima apparentemente in perfetta sintonia e molti dei suoi abitanti gravitano sul sito archeologico con le proprie attività economiche, a partire dagli stessi bambini che vendono cartoline a buon mercato ai turisti.
Si tratta di una città romana le cui rovine, molto ben conservate, vengono non a torto considerate una delle principali attrattive della Giordania. Tali rovine, custodite con orgoglio dalle autorità del Regno, danno una chiara idea della struttura delle città provinciali romane del Vicino Oriente e la bellezza del sito lascia letteralmente senza fiato sin dai primi passi al suo interno.
All'ingresso, sul lato sud della città antica, il visitatore viene accolto dal maestoso Arco di Trionfo di Adriano, costruito per commemorare la visita dell'imperatore nell'anno 129 d.C. Poco più avanti è possibile trovare l'ippodromo, utilizzato dai romani per le gare di atletica e per le corse dei cavalli e la cui capienza totale era di oltre 10 mila spettatori. Ora viene organizzata quotidianamente una corsa di bighe, in genere durante la mattinata, con tanto di figuranti vestiti da legionari romani e altri vestiti invece da gladiatori che concludono lo spettacolo simulando combattimenti a suon di tridenti e varie armi antiche.
Poco dopo aver superato la Porta Sud, in cui avviene il controllo dei biglietti di ingresso, si apre lo splendido scenario del Foro, incorniciato da una cinquantina di colonne in stile ionico: si tratta di una vasta piazza dalla forma ovale la cui funzione era quella di punto d'incontro della città, nonché di zona di mercato. Vicino al Foro si trovano il Tempio di Zeus, risalente al 162 d. C., ed il grande Teatro Sud, risalente ad un periodo ancora più antico, che in passato poteva ospitare fino a cinque mila spettatori.
Immediatamente dopo il Foro si apre la Strada Colonnata, l'arteria principale nota anche con il nome di Cardo Maximus, la quale si estende per circa 800 m fino alla Porta Nord. Percorrerla, tra le colonne che la fiancheggiano (in passato ben 500!), dà l'impressione di fare un viaggio nel tempo, respirando un'atmosfera tutta particolare; la pavimentazione è quella originale ed è pressoché impossibile non notare i solchi lasciati dai carri che vi hanno transitato nel corso dei secoli. Continuando il percorso, si ammirano altri templi e costruzioni riccamente decorati davanti a cui è impossibile non soffermarsi.
E intanto si giunge nella zona settentrionale del sito dove l'attenzione del visitatore viene catturata dalla presenza imponente del Teatro Nord: a dire il vero, esso è più piccolo rispetto a quello presente nella parte meridionale, ma è di un fascino unico. Ammirare il suo interno dall'alto delle ripide gradinate quasi emoziona. Più che per ospitare rappresentazioni teatrali, questo gioiello, restaurato peraltro in modo superbo, veniva utilizzato per riunioni di tipo politico.
Nel sito, inoltre, circondato da quel che resta delle antica mura, sono state ritrovate anche le rovine di diverse chiese cristiane risalenti ad un periodo compreso tra il IV e il V secolo d.C. Quando si ritorna indietro, ci si rende conto che sono trascorse circa tre ore dall'inizio della visita e si ha per un attimo la sensazione che il nostro tempo, sempre così fugace, sia stato come meravigliosamente rapito da quello di Jarash, fermatosi ormai da tanto tra quelle rovine silenziose e cariche di storia.
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L' Arco di Trionfo di Adriano
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L'ippodromo
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Il Foro
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La Strada Colonnata
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Il Teatro Nord
Le rovine che costellano Jarash
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