4U Magazine

Cerca nel mese

Vai ai contenuti

Bloom Box, la rivoluzione dell’energia

Marzo 2010

______________________________________________________________________________________________________________________

Un oggetto grande quanto un mattone racchiude una fonte straordinaria di energia pulita ma ancora costosissima

Bloom Box, la rivoluzione dell'energia

di Andrea Ferraro

Commenta questa notizia o suggeriscine altre alla nostra casella di posta elettronica

_____________________________________________________________________________________________________________________

Energia pulita, a basso costo, capace di alimentare intere abitazioni e stare in maniera del tutto innocua nel palmo di una mano? Le voci a riguardo giravano insistentemente già da alcuni anni, ma l'unico problema (quello dell'abbattimento dei costi di produzione) ne impedivano l'imporsi. E' stato l'ingegnere aerospaziale K.R Sridhar, a fondare la Bloom Energy, la società californiana, della quale oggi è delegato.

Il suo curriculum scientifico è solido. Nato in India, è stato docente di ingegneria meccanica e aerospaziale, direttore della "Space technologies laboratori" dell'Università dell'Arizona e ha lavorato per la Nasa. Per l'ente aerospaziale americano aveva prodotto un modulo a cellule di carburante, pensato per la missione umana su Marte (fornendo energia e metano avrebbe prodotto ossigeno). Cancellata la missione su Marte, Sridhar ha pesato di invertire il processo: inserire ossigeno e carburante per produrre elettricità.

vai alla pagina successiva.. >>

_____________________________________________________________________________________________________________________

Per la tua pubblicità su
4U magazine scrivi a:
info@erredigi.net

_____________________________________________________________________________________________________________________

L'ingegnere ha cercato capitali e ha convinto uno dei maggiori investitori americani, ovvero John Doerr, che con i suoi soldi contribuì a fondare aziende che sarebbero poi diventate dei colossi come Netscape, Amazon e Google: Doerr ha investito qualcosa come 400 milioni di dollari e ha portato nel consiglio di amministrazione personaggi come l'ex segretario di stato americano Colin Powell.

Ci sono voluti tre anni per produrre la prima versione, poi testata per due anni. Ha funzionato. L'hanno presentata nel quartier generale di E-Bay, nella Silicon Valley. C'erano il governatore della California Arnold Schwarzenegger e l'ex Segretario di Stato Colin Powell, che ora è parte del "board" della Bloom Energy corporation. E la attesa "Bloom Box" non ha deluso. All'apparenza ogni Bloom Box è un oggetto non molto più grande di un mattone: all'interno ci sono l'ossigeno e un combustibile ecocompatibile come gas o bio-combustibile, opportunamente mescolati all'interno delle celle per produrre la reazione chimica necessaria a generare corrente elettrica.

Ogni Bloom Box, dice Sridhar, costa attualmente tra i 700mila e gli 800mila dollari ma con la produzione di massa si dovrebbe scendere fino ai 3mila dollari per unità. Il Bloom box si fonda sul principio delle celle a combustibile ad ossidi solidi: utilizza una pasta ceramica ad ossido di zirconio che funge da catalizzatore, ai cui lati sono spalmati due composti che fungono da anodo e catodo. Nel sistema, riscaldato ad oltre 700 gradi (una volta avviato, la temperatura è garantita dal calore da lui stesso prodotto durante la reazione elettrochimica), vengono immessi ossigeno e un carburante gassoso (metano, ma anche biogas).

Gli ioni dell'ossigeno reagiscono e si forma elettricità. I Bloom Box più grandi, delle dimensioni di una cabina telefonica, potrebbero invece produrre energia per almeno 100 abitazioni alla volta; parlando sempre dell'uso medio che fa delle sue risorse un'utenza americana (se paragonati ai nostri consumi) si potrebbero alimentare più di 200 abitazioni in Europa e i costi di installazione potrebbero essere ammortizzati nel giro di pochi anni.

Finora i pezzi venduti sono stati molto pochi. Uno di questi è stato acquistato da E-Bay, il cui amministratore delegato ha confessato di aver già risparmiato 100 mila dollari in bolletta da quando ha acquistato l'apparecchio.

Altre grandi aziende che l'hanno acquistato (e si sono dette soddisfatte) sono Google e Amazon, ed un servizio della Cbs andato in onda pochi giorni fa ha rilanciato l'invenzione. Alcuni investitori della Silicon Valley hanno immediatamente rifornito di contante liquido l'ingegnere indiano, tanto da avergli permesso di far progredire il suo prodotto, abbassando i costi, tanto da permettergli di affermare che nel giro di pochi anni un Bloom Box adatto ad una casa costerà non più di 3 mila dollari.

Le fonti di energia pulita, ad impatto zero, ora ci sono, sono attive e aspettano solo di essere utilizzate al meglio: ovviamente gli interessi di chi specula sulle fonti non rinnovabili avranno ancora gran peso nella direzione che il nostro modo di vivere prenderà in futuro, ma un cambiamento di direzione è sempre possibile, sperando che questo avvenga prima e non dopo aver prosciugato completamente il pianeta.

5 marzo 2010


______________________________________________________________________________________________________________________


Torna ai contenuti | Torna al menu