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Gaudí, l’alchimista della natura

Marzo 2010

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Il geniale architetto catalano che ha reinterpretato con un tocco personale gli elementi della natura e le simbologie tradizionali come quella del drago

Gaudí, l'alchimista della natura

di Angela Patrono

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Antoni Gaudí

Esistono simboli potentissimi, capaci di superare le barriere geografiche e culturali, archetipi entrati ormai da millenni nell'immaginario collettivo: uno di questi è il drago. Svariate rappresentazioni iconografiche, nell'Occidente cristiano, lo dipingono come spietato distruttore o mostro da sconfiggere. In Oriente è invece nota la sua valenza positiva: in Cina, ad esempio, il drago è un vero e proprio talismano portatore di positività, fertilità e benessere, oltre ad essere l'animale simbolo dell'imperatore. Eppure c'è anche chi, in Occidente, non si è fermato a una visione di superficie e ha attribuito alla figura del drago molteplici interpretazioni: stiamo parlando di Antoni Gaudí. Sarà stato questo, forse, il motivo che ha spinto il Comune di Barcellona a regalare alla Cina una copia del famoso dragone di Parc Güell, grande attrattiva turistica e sintesi perfetta dell'opera del grande architetto catalano.

La replica sarà esposta al pubblico nel corso dell'Esposizione Universale 2010, che si terrà a Shanghai da maggio al 31 ottobre 2010. Questo placido rettile variopinto, diventato il beniamino dei piccoli turisti, è molto più di una semplice mascotte: per alcuni studiosi si tratterebbe di una salamandra, simbolo di resurrezione e riferimento al fuoco alchemico e alla pietra filosofale. Non dobbiamo scordare che tutta l'opera di Gaudí è costellata di simbologie di carattere spirituale ed esoterico, e la figura del rettile come custode di una dimensione inesplorata del Sé è una costante nella sua produzione.

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il Drago sul portone d'ingresso

Tornando a Parc Güell, all'ingresso troviamo la Puerta del Dragón, con un drago a sorvegliare l'entrata dei padiglioni. Un'immagine, questa, che si rifà al mito del Giardino delle Esperidi: Ercole, sconfitto l'enorme drago alato che faceva da custode, può così accedere al giardino e cogliere le mele d'oro.
Nella tradizione occidentale, l'uccisione del drago è un passaggio obbligato, un rito di iniziazione verso un più completo sviluppo spirituale, mentre i tesori che il drago custodisce simboleggiano la sapienza superiore conseguita dall'iniziato, una volta sconfitti i propri "mostri". Lo dimostrano innumerevoli leggende come il racconto nordico Beowulf, o la storia di S. Giorgio e il drago, che ispirò Gaudí nell'ideazione della Casa Batlló.
L'edificio, infatti, ricalca in tutto e per tutto l'immagine di un drago: le ceramiche iridescenti verde e blu che ricoprono la facciata rappresentano le squame, mentre il tetto simula la cresta.

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la scalinata d'ingresso di Parc Güell

La natura è stata la principale fonte di ispirazione per le opere del grande architetto: oltre ad animali di ogni genere, nei suoi lavori si ritrovano motivi di foglie, rami, conchiglie, tutti però con una precisa simbologia: la forma a spirale delle conchiglie, ad esempio, riguarda l'andamento ciclico dell'evoluzione. Lui, profondamente cristiano (tanto che è tuttora in corso il processo di beatificazione), sosteneva: "Chi cerca le leggi della natura per conformare ad esse opere nuove collabora con il Creatore".

Lo stesso Parc Güell venne concepito come una "città giardino", un buen retiro dove in qualche modo potersi rifugiare dalla crescente industrializzazione che alla fine del XIX secolo, con lo sviluppo dell'economia catalana, interessò particolarmente la città di Barcellona. Eusebi Güell, principale committente di Gaudí, era un appassionato di mitologia greca e intendeva fare del parco una nuova Delfi: un luogo incontaminato, ispirato alla città greca sede del tempio di Apollo, dio della poesia. Da notare che, secondo il mito, Nettuno aveva posto a guardia del tempio un enorme pitone che proteggeva le fonti termali consacrate alle Sibille. È la testa di un serpente, infatti, che emerge dal medaglione disposto sopra la fontana all'ingresso del parco; inoltre, salendo la scalinata si incontra proprio un tempio ispirato all'architettura dorica. Anche l'acqua è un elemento ricorrente nella produzione di Gaudí: richiama infatti il mare primordiale della Creazione, ed è un chiaro riferimento alla ri-nascita; non a caso la facciata della Natività della Sagrada Familia si specchia nel laghetto del giardino antistante.

Insomma, Gaudí con il suo anticonformismo visionario ha saputo guadagnarsi un posto di tutto rispetto nell'ambito del Modernismo, dato che oramai i suoi simboli sono divenuti essi stessi icone ben radicate nell'immaginario collettivo.

15 marzo 2010


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il Drago guardiano

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