Marzo 2010
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La stampa estera ci dipinge come un paese dedito al malaffare, governato da politici corrotti e con l'economia in mano alla mafia
Italiani brava gente. Una volta
di Sabina Sestu
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A Bruxelles, una giuria formata da giornalisti provenienti da tutta Europa ha stilato una classifica dei 27 leader europei attualmente in carica. Il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è risultato l'ultimo della lista con una "credibilità zero" a livello europeo. Un giornalista, scherzando, ha affermato che "se ci fosse un premio al più comico, lo vincerebbe". I tedeschi sono scandalizzati dal modo in cui vengono scelte le candidate nelle file del Pdl: "L'assistente odontoiatrica Nicole Minetti salva lo splendente sorriso di Silvio Berlusconi dopo l'aggressione subita con una miniatura del Duomo di Milano. Come ringraziamento arriva la candidatura alle elezioni regionali della Lombardia".
In Francia il quotidiano Libération si chiede: "L'Italia è un paese normale? L'anomalia che rappresenta Berlusconi - il fatto che concentri su di sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come "fabbrica" per produrre leggi atte a salvarlo dai tribunali, che getti fango sulla magistratura, che critichi senza sosta la Costituzione, che riduca la politica in barzellette e dichiarazioni istrioniche, che si trascini dietro i resti dei suoi scandali sessuali - indurrebbe a rispondere di no".
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Il "New York Times" fa una critica positiva del film di Erik Gandini "Videocracy", incentrato sul potere mediatico di Silvio Berlusconi. Nell'articolo del rinomato giornale statunitense si scrive: "Berlusconi, magnate dei media che esercita un monopolio assoluto sulla televisione italiana ed è stato eletto per la terza volta nel 2008, ha contribuito a fare entrare i decolletè (molti) nel tubo catodico italiano e fa spesso notizia per le sue macchinazioni politiche, le osservazioni offensive - Mussolini mandava le persone in "vacanza", il Presidente Obama è "abbronzato" - le scappatelle a sfondo sessuale e le continue accuse di corruzione".
Non sono lusinghieri neanche gli articoli riguardanti la nostra economia. L'Italia viene vista come un paese strozzato dall'usura, "i negozianti del paese pagano miliardi di euro all'anno agli usurai - spesso sostenuti da clan mafiosi - per ripagare prestiti soggetti al 10% di interesse al mese". E la mafia la fa da padrona anche nello smaltimento dei rifiuti pericolosi. "Il fatturato di tale traffico ampiamente gestito dalla mafia ammonterebbe a 7 miliardi di euro. Limitato dapprima alle regioni del Sud (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia), l'occultamento illegale dei rifiuti tossici tocca ormai tutta la Penisola. Dal 2001 al 2008, 121 inchieste sono state condotte su 560 imprese. Esse hanno condotto a 800 condanne in 19 regioni su 20".
Gli italiani possono ben poco contro lo strapotere dei politici, come dimostra il caso emblematico della costruzione delle centrali nucleari: "Sebbene le regioni beneficino di larga autonomia, soprattutto in materia di trasporto dell'energia, il governo ha previsto di andare oltre le loro reticenze", afferma Le Monde. "Un articolo di legge stabilisce infatti che lo Stato può dichiarare i futuri siti zone di interesse strategico, come aveva fatto per l'installazione dell'inceneritore di rifiuti a Napoli. Questa procedura rende quindi inutile ogni contestazione".
Non va meglio sul fronte della sanità. Le Figarò delinea un quadro abbastanza tragico del nostro sistema sanitario: "Secondo il Tribunale del Malato, su 8 milioni di persone che si fanno curare in ospedale ogni anno, 320 mila rimarrebbero vittime di errori più o meno gravi che potrebbero essere evitati. Peggio ancora, uno studio medico stima che il numero di decessi imputabili a tali errori sia compreso tra 30 mila e 35 mila. Gli incidenti stradali causano due volte meno di vittime. Gli indennizzi sono in forte aumento: tra 76 mila e 403 mila euro ad ospedale a seconda della regione".
Siamo anche etichettati come un paese di razzisti: L'ex campione di calcio Lilian Thuram (38) crede che il razzismo negli stadi in Italia non sia altro che lo specchio del razzismo nel Paese. "L'Italia è un Paese razzista", afferma Thuram. I casi di Rosarno dimostrerebbero, inoltre, che sono gli immigrati la nostra speranza di combattere le mafie, visto che gli italiani non ne sono stati capaci.
Sul fronte culturale - prosegue Thuram - siamo provinciali: "La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco, raramente parla inglese. Il ruolo centrale ancora attribuito alla televisione rimane tipicamente 'anni '80. Si va in televisione in ghingheri, tutto è intrattenimento, pubblicità, talk show dominati dalle urla, sederi e pizzi, le trasmissioni d'inchiesta sono rarissime; quelle di approfondimento, alle quali parteciperebbero filosofi, storici, sociologhi, psicanalisti o scienziati praticamente non esistono".
Bruno Vespa viene considerato "un inamovibile giornalista sdolcinato e servile". E Porta a porta? "Una sorta di messa alla quale partecipano sempre gli stessi politici, e che non è lontano dal rimpiazzare Camera e Senato. Molto raramente, nel pubblico delle trasmissioni politiche, sportive o di varietà, si vede un nero o un mulatto".
L'Italia, insomma, perde punti un po' in tutte le classifiche che riguardino la scuola, la sanità, l'ecologia, i diritti, la cultura (budget massacrato) e persino la tecnologia. Bill Gates accusa Berlusconi ("I ricchi spendono molti più soldi per risolvere i propri problemi personali, come la calvizie, di quanti ne spendano per combattere la malaria") di dimezzare gli aiuti pubblici, rispetto allo sviluppo promesso davanti alle televisioni, facendo dell'Italia "il paese europeo più avaro".
8 marzo 2010
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