Marzo 2010
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Mentre gli acquisti on line si diffondono con grande rapidità in tutto il mondo, nel nostro paese si stenta ancora a decollare. Quali i rischi reali?
L'e-commerce in Italia, questo sconosciuto
di Alessia Ferrara
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Con un click portare a casa qualunque cosa, in qualsiasi momento, a qualsiasi prezzo. Questo grazie all'e-commerce. Un meccanismo semplice per l'utente, che ne è catturato ed incuriosito per la velocità e la facilità con le quali l'acquisto può essere effettuato. Ma allo tesso tempo complesso per le imprese che vi ricorrono per sviluppare o ampliare il loro giro d'affari.
L'e-commerce (o commercio elettronico), in Italia, a differenza degli Stati Uniti, ha attecchito molto meno. Rispetto all'Europa stessa c'è una gran differenza. In termini percentuali, per una domanda pari a 5 milioni di italiani online, il nostro 0,8%, in quanto a giro d'affari attribuibile all'e-commerce, si scontra con il 3,5% del resto d'Europa.
Secondo l'Osservatorio Netcomm gli acquisti online hanno ottenuto un importante incremento in termini di percentuali per i click che finalizzano l'operazione di acquisto da parte dell'utente. Nel 2009 le vendite online sono aumentate in Italia, seppur di poco rispetto all'anno precedente. Sono i servizi a farla da padrone nella grande torta virtuale con un 66% rispetto al 34% dei prodotti. Osservando i dati, il mercato online ha avuto uno sviluppo notevole dal 2006 in poi con percentuali che arrivano fino al 40% di incremento rispetto al passato. Si può quindi parlare di una realtà consolidata e concreta che, in una società super tecnologica come la nostra, dovrebbe essere considerata il cosiddetto "pane quotidiano" alla stessa stregua di Facebook.
Nel nostro paese non si raggiungono livelli di fatturato annui troppo alti soprattutto per paure e perplessità che gli utenti italiani nutrono rispetto alle frodi online. Queste, purtroppo, sono uno degli elementi frenanti lo sviluppo e la crescita degli acquisti online, anche se in realtà le percentuali di truffa telematica sono basse ed è il Presidente stesso del Consorzio Netcomm a dirlo. Dallo 0,5% sul fatturato si è passati allo 0,2%. Tuttavia l'acquisto online pone comunque dei ripensamenti. Ciò accade soprattutto negli utenti meno esperti che non riescono ad individuare in Internet uno strumento sicuro per lo shopping, magari per un'avvertita difficoltà ad orientarsi.
Questo avviene principalmente perché sempre più spesso si sente parlare solo ed esclusivamente di truffe online piuttosto che di acquisti andati a buon fine. Termini come phishing (ossia la tattica truffaldina di furto di identità online, tramite la quale l'utente viene indirizzato su una finta pagina, per esempio di prodotti postali o bancari, per rubarne i dati e dunque il denaro per via telematica) sono continuamente ed unicamente nominati. Bisognerebbe però non solo parlare degli aspetti legati alle eventuali frodi digitali ma piuttosto spiegare a tutti i navigatori che acquistare online è un'operazione non così rischiosa se si fa attenzione ad alcuni elementi. Quando si approda su un sito e-commerce, fare attenzione a come vengono descritti i prodotti, a come viene illustrata la modalità di pagamento e di spedizione, laddove necessaria, sono regole di buona condotta per effettuare una giusta valutazione al fine di convertire la visita in acquisto.
Se il sito sembra confusionario o poco chiaro nelle modalità di descrizione del prodotto sarà meglio cercare altrove. Peraltro, le aziende che lavorano online in maniera seria e puntuale sono numerose e molto spesso propongono prodotti di qualità superiore a prezzi migliori di quanto non si possa trovare nella tradizionale attività di ricerca. Inoltre online si trovano prodotti/servizi che molto spesso è difficile trovare altrimenti. Gli utenti dovrebbero sentirsi sereni negli acquisti incentivati primariamente dalla serietà delle imprese online che, ripetiamo, ci sono ed anche numerose.
Le aziende italiane, a loro volta, dovrebbero investire maggiormente nel canale online, vederlo come una grande opportunità qual è per lo sviluppo e l'ampliamento del proprio business e quindi seguire esempi fruttuosi di imprenditoria telematica come ad esempio quella dei Fratelli Carli Spa o della Listeragent.com (azienda italiana che negozia online orologi, gioielli ed accessori di lusso e che si avvale molto dell'uso di Ebay). In definitiva, sia gli utenti che le aziende, bisogna assolutamente che si concentrino sulle potenzialità reali e concrete del mezzo Internet, considerando che, secondo le stime della Forrester Research, se alla fine del 2008 c'erano un miliardo di utenti online, il numero, entro il 2015, è destinato a raddoppiarsi.
8 marzo 2010
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