Marzo 2010
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Molti studi scientifici dimostrano la pericolosità dei prodotti OGM per nostro organismo. E la Commissione Europea è sempre più complice
SGM = Salute Geneticamente Modificata
di Alessia Ferrara
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OGM, organismi geneticamente modificati. Per chi avesse ancora qualche dubbio, si tratta di alimenti che vengono trattati in laboratorio, con delle tecniche di ingegneria genetica, al fine di modificarne il genoma. La Commissione Europea si è espressa lo scorso 3 marzo riguardo alla possibilità, da parte degli Stati membro dell'UE, di coltivare o meno gli OGM. Finora l'Unione Europea aveva esplicitamente chiesto a tutti i paesi membri di combinare le coltivazioni tradizionali con quelle geneticamente modificate, anche laddove ci fosse riluttanza nei confronti di tale metodo di coltura. Il quadro normativo finora in vigore è stato dunque ribaltato con la nuova e recente intenzione della CE di dare libera scelta ad ogni singolo Stato sulla coltivazione o meno degli organismi geneticamente modificati. La Commissione Europea ha inoltre autorizzato la commercializzazione, sia per animali che per umani, di tre tipi di mais, oltre alla già nota patata "Amflora", assicurando l'assoluta scrupolosità ed attenzione riguardo l'analisi delle nuove graminacee. Tanta sicurezza deriverebbe infatti dallo studio degli esami condotti dalla European Food Safety Authority (EFSA - agenzia europea per la sicurezza alimentare).
Dal rapporto del 2009 dell'ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications), si evince che oggi i paesi europei nei quali si coltivano prodotti OGM sono in tutto sei. Inoltre gli organismi la cui coltivazione in Europa è autorizzata sono 35 ma finora l'unica varietà prodotta è un solo tipo di mais. Va inoltre ricordato che la Germania è stato il primo paese europeo ad opporsi e bloccare nel corso del 2009 le semine di mais geneticamente modificato. Infatti anche gli altri paesi, fatta eccezione per Portogallo e Polonia, hanno ridotto in maniera decisiva i lotti di terreni coltivati.
In Italia la Coldiretti ha condotto un'indagine secondo cui più del 70% degli italiani considera gli OGM come prodotti meno salutari di quelli coltivati con le tecniche tradizionali. Il presidente della Coldiretti chiede infatti di avere terreni e territori liberi dagli OGM, per rispettare sia la volontà degli agricoltori di lasciare i loro terreni e i loro prodotti liberi da contaminazioni genetiche, sia la libertà del consumatore di scegliere cibi sani. Precisa inoltre che è assolutamente necessaria l'etichettatura definita e chiara inerente la provenienza degli alimenti e la loro composizione, in modo che l'acquirente possa sapere in maniera palese ed immediata cosa mangerà acquistando quel determinato prodotto, se un cibo da laboratorio o un cibo cresciuto alla luce del sole privo di geni impiantati.
Greenpeace ha esteso l'appello: "Giù le mani dal nostro riso", per richiamare l'attenzione di tutti gli agricoltori, dell'UE e della Bayer, affinché interrompano la produzione del riso Ogm. Inoltre, con una diminuzione netta del 12% dei terreni coltivati con OGM, nei paesi europei, si denota che il vantaggio economico tanto decantato dai loro sostenitori non è poi quel gran traguardo che si pensava. Ma allora, se le cose stanno così, perché invadere i nostri terreni sani con coltivazioni a rischio? L'ipotesi alla quale si fa maggiormente riferimento vede immancabilmente protagonista l'aspetto economico, dunque la presenza di grandi aziende multinazionali alla guida di un meccanismo di produzione degli OGM che le vede spartirsi un lauto business con possibilità di una vasta estensione. Quindi tutta la serie di motivazioni sul miglioramento della qualità dei prodotti, l'aumento della produzioni in rapporto al fabbisogno (obiettivo: estinguere la fame nel mondo), l'aumento della resistenza degli alimenti ai parassiti, ecc., sarebbero solo paraventi dietro i quali si cela una ben diversa realtà.
Peraltro fonti alternative evidenziano un dato importante proveniente da diversi studi scientifici: gli OGM non sono affatto il cibo sano e salutare che vogliono farci credere ma semmai uno strumento in più per creare problemi, se non veri e propri danni, alla salute del territorio e dell'essere umano o animale che sia. Greenpeace, ad esempio, mette a disposizione sul proprio sito una quantità ingente di informazioni per capire meglio di cosa si tratti, ma soprattutto mette a conoscenza dei danni che il consumo da OGM può portare. Tra i disturbi riscontrati nel corso di svariati studi vi è ad esempio l'abbassamento delle difese immunitarie, l'insorgere di allergie ed intolleranze.
La stessa Coldiretti sottolinea come la Germania, in seguito alla presa visione di nuove prove sugli effetti negativi per ambiente e corpo derivante dal mix di coltivazioni genetiche con quelle tradizionali, abbia, come già detto, bloccato la semina di mais "Mon 810".
Tuttavia, al di là di ogni ipotesi e supposizione, un pensiero nasce spontaneo quanto una mela sull'albero: se si hanno a disposizione i frutti della madre terra, nella sua semplice banalità, non si capisce il perché del doversi nutrire con alimenti prodotti artificialmente in un laboratorio.
16 marzo 2010
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