Marzo 2010
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Cresce l'attesa per l'arrivo della nuova versione 3D in stile gotico di "Alice nel paese delle meraviglie", con la coppia Depp-Burton
Tim Burton e la sua Wonderland
di Vincenzo Caramia
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Rieccola la coppia di successo Tim Burton-Johnny Depp. Alice in Wonderland è in uscita in Italia il 5 marzo 2010, salvo improbabili sorprese, viste le ultimissime vicende che vedono una disputa internazionale tra la casa produttrice Disney e alcuni importanti circuiti cinematografici che dovrebbero distribuire il film. La prima mondiale è stata trasmessa il 25 febbraio a Londra in diretta web. Sondaggi alla mano, la pellicola del gotico-dark ma soprattutto geniale Burton, sarebbe in assoluto la più attesa del 2010 dal popolo della rete.
La fruttuosa e ormai vasta collaborazione tra il regista e Depp (alla loro settima collaborazione) cominciò con Edward Mani di Forbice (1990), idea che marinava nella testa di Burton fin dalla sua adolescenza. Un'infanzia passata senza troppi amici a guardare "monster movie". Non è difficile, infatti, rivedere in Edward Mani di Forbice l'artista Burton: una persona gentile, dai sentimenti puri, che non può integrarsi ma che riesce a farsi apprezzare dagli altri attraverso la sua opera. Edward Mani di Forbice è considerato dallo stesso Burton come il suo progetto più personale e ottenne un grande successo di critica. Purtroppo non fu altrettanto fortunato al botteghino. Vedremo cosa accadrà invece con la sua ultima fatica.
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Nel cast di Alice in Wonderland, scritto da Linda Woolverton (già sceneggiatrice de Il Re Leone e La bella e la bestia), oltre a Johnny Depp nel ruolo del Cappellaio Matto, ci sono Mia Wasikowska nei panni di Alice, Anne Hathaway nel ruolo della Regina Bianca e Helena Bonham Carter in quello della Regina Rossa (la Regina di Cuori).
Mia Wasikowska (Alice), a proposito del rapporto tra Depp e Burton, ha detto: "Loro si capiscono al volo, è come se fossero mentalmente compatibili, seppure siano due personaggi dall'indole diversa. Si sentono entrambi estranei al mondo in cui vivono, e ognuno si prende cura dell'altro, come fossero fratelli".
Il film narra di eventi seguenti alle rocambolesche avventure vissute dalla ragazzina, narrate nei due romanzi di Lewis Carrol Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (del 1865) e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (del 1871). Infatti, la ritroviamo cresciuta, all'età di 19 anni e temporalmente, la storia, per ricreare l'ambiente del romanzo, si colloca all'epoca dell'età vittoriana. La fanciulla in questa società non riconosce però il clima adatto per sentirsi a proprio agio. Il ritorno al "paese delle meraviglie" rappresenterà per lei un rito di passaggio grazie al quale potrà scoprire sé stessa. Lungo tutto il film Alice subirà dei cambiamenti che le permetteranno di diventare un'eroina più di quanto lo sia stata sino ad ora. Come nei celebri romanzi di Carroll, Alice cambierà anche grandezza, passando dai venti centimetri di altezza sino a raggiungere e superare i due metri.
Johnny Depp recita, come detto, la parte del Cappellaio matto (non poteva essere altrimenti) e afferma che questo personaggio "è un folle, è imprevedibile. Si capisce subito cosa prova, è un libro aperto. Le sue emozioni sono cristalline. E' un personaggio affascinante. Dar vita al personaggio del Cappellaio matto è un sogno che si avvera, è stato come un regalo, uno dei più bei regali che si sarebbero mai potuti fare a un attore. Ho cercato di trovare delle basi per il personaggio, ho compiuto degli sforzi affinché trovassi un qualcosa che vada oltre il semplice aver qualche rotella fuori posto". Sul film dice che "è diverso dagli adattamenti di Alice nel paese delle meraviglie visti a oggi. La combinazione tra la favola tradizionale e le nuove tecnologie ha creato qualcosa di completamente nuovo. E' uno straordinario insieme di bizzarre creature e paesaggi incredibili".
La particolarità di questo nuovo ruolo di Depp risiede nel fatto che Depp non sia stato presente fisicamente nel luogo delle riprese (per questo motivo all'inizio si era sparsa la voce secondo la quale non sarebbe stato inserito nel cast), ma si sia prestato a una realizzazione a parte del personaggio, totalmente in 3D.
L'opera, definita dallo stesso Burton un nuovo territorio (senza alcun riferimento cinematografico precedente) nel quale non si era mai inoltrato, mescola tecnologie visive e di fotografia tra "live action" (riprese dal vivo, probabilmente in gran parte in teatro di posa, come usa fare il regista) e "motion capture" (o "performance capture", la tecnologia che permette ad attori veri di interpretare personaggi animati in modo fotorealistico, come abbiamo visto in Polar Express, La leggenda di Beowulf, A Christmas Carol e Avatar).
L'intenzione di Burton è di rappresentare interamente la sacralità della storia e di renderla completamente conforme all'opera di Carroll, cosa che a suo dire non è mai riuscita nei precedenti film a esso ispirati. Esistono già numerose versioni della storia adattate per il cinema (ben 16) ma nessuna, secondo lui, riflette a dovere lo spirito del libro. La prima trasposizione su grande schermo di un certo livello fu quella di Norman Z. McLeod del 1933. C'è poi la versione animata e molto celebre di Walt Disney del 1951.
"E' un tale classico questo romanzo - spiega Burton -, e il suo immaginario è così surreale. Non ho mai visto una versione cinematografica di questa storia che riflettesse davvero quest'aspetto. Si tratta di una serie di avventure una più strana dell'altra e cercare di farle funzionare tutte in un film sarà interessante. Le storie sono come droga, per i bambini, sapete? Li lasciano stupefatti. Nessuno è mai riuscito a trasmettere l'immaginario di questo romanzo trattandolo come un'unica storia. E' una sfida interessante".
Il film è stato girato in soli 55 giorni. La reinterpretazione di un classico come questo alla maniera di Burton non potrà che essere un successo. Lo si può intravedere già dalle prime immagini e dai primi trailer usciti: un'esplosione del suo inconfondibile stile sottile e visionario al contempo, uno stile fatato e dolce ma anche gotico, surrealistico, malinconico. E poi c'è Depp, un'altra certezza. Con la sua sapiente follia riesce ogni volta a rendere grande e stravagante ogni personaggio, tale da renderlo indimenticabile.
02 marzo 2010
4U magazine CINEMA - Speciale ALICE IN WONDERLAND
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