Per fortuna Venezia, dopo decenni e grazie all’impegno costante di un Comitato e grazie anche l’attenzione di personaggi famosi, artisti mondiali, è riuscita a bloccare l’arrivo delle grandi navi in bacino San Marco.
Ma in laguna arrivano lo stesso, e ci restano, nella zona industriale a Marghera.
Il decreto Passera aveva stabilito nel 2012 di tenerle fuori ma nessun governo era riuscito a far costruire un porto alternativo fino al 2021 quando il governo Draghi ha predisposto e fatto costruire approdi temporanei a Marghera.
Prima di allora, in bacino di San Marco, di fronte il Palazzo Ducale arrivava nel fine settimana anche una decina di grandi navi scaricando qualcosa come cinquantamila persone ogni giorno, folle che vagavano per un paio d’ore per Venezia senza comprare né consumare nulla perché la vita di crociera è comprensiva di tutto: colazione, pranzo, merenda, cena e spuntino di mezzanotte compreso.
Quanto inquinino navi di tali stazza è per i non addetti difficile da capire.
A Venezia si era rischiato un incidente pari a quello dell’isola del Giglio, se non che quello era stato “colpa del Comandante”.
La seconda volta una grande nave in un pomeriggio di vento ha rischiato di schiantarsi in Riva degli Schiavoni sotto la sguardo atterrito di residenti e turisti.
Il pericolo era ancor di più una collisione in Piazza San Marco distruggendo una delle piazze più belle ed antiche al mondo, oltre al pericolo che correvano abitanti e turisti in transito.
Per fortuna dal 2021 e grazie a Draghi le navi molto grandi sono state trasferite a Trieste, Ancona e in altre città, mentre le medie continuano ad arrivare a Marghera in attesa, speriamo non succeda mai, che il governo decida di far scavare un canale, il Vittorio Emanuele e farle arrivare in zona balneare di Punta Sabbioni.
Venezia sprofonda ogni anno di due/tre millimetri e a breve anche il Mose (sistema di diga che viene alzato con previsioni di alta marea) potrebbe non bastare e se si scaverà tale canale si porterebbe Venezia a ulteriore affondamento.
Ma si sa il guadagno viene sempre prima della vivibilità, della cura dell’ambiente e viene prima sempre della salute.
I triestini all’inizio sembravano contenti di vedere tanta gente sbarcare ogni giorno. Passano pochi anni e, se lo erano davvero contenti, non lo sono più. È apparso subito evidente che il grande popolo dei croceristi fa girare l’economia solo a favore degli armatori.
Il lungomare di Trieste viene completamente oscurato dal passaggio e stazionamento delle grandi navi, che arrivano anche in inverno nei week end.
Il porticciolo meraviglioso non si vede più e chi arriva in nave viene stipato dentro a decine di autobus che giungono a Venezia.
Comunque, anche se privati dell’attracco in bacino, a Venezia i crocieristi non rinunciano a vederla in toccata e fuga.
Arrivano, fanno un selfie e via e di nuovo: autobus e imbarco a Trieste.
Mi chiedo quanto rimangano a Venezia e cosa vedano? Forse il ponte di Calatrava scambiandolo per quello di Rialto? Tanto un ponte vale l’altro, un selfie e via.
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