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Nelle sale di Foto Diego, in Via Imbriani 22, si apre da domani al pubblico “Living Theatre o della materia umana”, una mostra fotografica che segna un’importante tappa nel percorso artistico di Franco Altobelli. Fino al 24 novembre, il pubblico avrà la preziosa opportunità di immergersi in uno sguardo acuto e profondamente umano sull’esistente, un’indagine visiva che trasforma il quotidiano in un palcoscenico metafisico.
Altobelli, figura eclettica e profondamente radicata nel panorama dell’arte contemporanea, porta in scena una riflessione che parte dall’osservazione della città, da quel non-luogo per eccellenza che è il cantiere urbano. La mostra si apre con un’immagine emblematica: una palizzata nera, che cela e al contempo rivela la trasformazione di un edificio. È un’architettura temporanea che diventa specchio della condizione umana, un confine tra visibile e invisibile, tra il dentro e il fuori, tra il compiuto e il divenire.
Lo sguardo dell’artista si fonde con quello dei passanti, figure indaffarate, immerse nei propri pensieri, che percorrono la scena urbana con direzioni apparentemente casuali. La luce radente, quasi un fascio di ricerca, sottolinea il movimento fugace, ma allo stesso tempo lo fissa, lo cristallizza in un attimo. La macchina fotografica di Altobelli non è un mero registratore, ma un occhio indagatore che delimita lo spazio in cui la vita, per un istante, si congela. Quello che viene definito il “vuoto” in cui si cammina o si corre diventa, nelle mani dell’artista, lo sfondo di un “teatro vivente”, di un “palcoscenico urbano inconsapevole”.
In questo scenario, ogni passo, ogni gesto, ogni sguardo sfuggente si trasforma in elemento narrativo. Le espressioni del volto, la trama degli abiti, le posture, diventano i protagonisti di uno storytelling visivo potente. Altobelli non si limita a documentare, ma invita l’osservatore a immaginare le storie reali che si celano dietro quelle figure anonime: le emozioni, i pensieri, le vite che si intrecciano nell’ordinario fluire della routine. È la gente comune, in tutta la sua solitudine e nella sua intrinseca essenza, a essere elevata al rango di attore e protagonista della propria realtà.
La fotografia, in questa accezione, assume la funzione quasi sacra di fermare il tempo, di restituire alla materia umana la sua “metafisica essenza”, quel nucleo profondo che spesso la fretta e l’abitudine ci impediscono di cogliere.
L’esperienza di Franco Altobelli, maturata nel campo dell’organizzazione culturale, del teatro sperimentale e della televisione a Roma, e la sua prolifica carriera di docente e curatore di mostre presso la galleria Spazioikonos di Bari, si manifestano appieno nella maturità espressiva di questa mostra. Il suo spirito eclettico, che spazia dall’installazione alla mail art, dalla video art alla poesia visiva, trova qui una sintesi potentissima nella potenza evocativa dell’immagine fotografica.
“Living Theatre o della materia umana” è un invito a rallentare, a guardare oltre la superficie, a riconoscere il teatro che si dipana ogni giorno sotto i nostri occhi, spesso ignaro della sua stessa magnificenza. Un’esposizione da non perdere, che conferma Franco Altobelli come un artista capace di leggere e interpretare con straordinaria profondità il respiro della nostra epoca.
Informazioni sulla mostra:
• Titolo: Living theatre o della materia umana
• Artista: Franco Altobelli
• Dove: Foto Diego, via Imbriani, 22, Bari
• Durata: Dal 18 al 24 Novembre 2025
• Inaugurazione: 18 Novembre, ore 18:00
• Orari: 9:30 – 13:00 / 15:30 – 20:00 (Chiuso sabato pomeriggio e lunedì mattina)
L’articolo Living Theatre: Franco Altobelli Cattura la Metafisica dell’Uomo Comune nell’Urbano Anonimo proviene da LSD Magazine.