Navigatione et viaggi due parole che il dotto geografo Giovanni Battista Ramusio a metà del XVI secolo a Venezia scelse per dare alle stampe le passioni della sua lunga vita. Per onorare e ricordare la sua figura e la sua monumentale ricerca Andrea di Robilant ha scritto L’atlante di Ramusio. Vita di un geografo veneziano, (Corbaccio ed) un testo agile e denso di informazioni: un viaggio nel tempo e nella storia attraverso la cultura, la curiosità, lo spirito che animò in quel fecondo XVI secolo il funzionario della Serenissima Repubblica di Venezia Giovanni Battista, circondato da menti meravigliose come Pietro Bembo, Fracastoro, Erasmo da Rotterdam, Tiziano…
Oggi la geografia dovrebbe tornare a essere al centro di studi e di conoscenza, strumento indispensabile per comprendere e collocare i luoghi di crisi, di guerre, di carestie, di emigrazione. Ramusio, nato a Treviso nel 1485 e morto a Padova nel 1557, trasformò tramite una incredibile rete di conoscenze quelli che potevano essere semplici resoconti di viaggi nella moderna geografia, che comprende economia, sociologia, studio delle religioni e dei popoli, e che dovrebbe aprire le menti verso l’intero mondo.
All’epoca di Ramusio, funzionario della Serenissima Repubblica scrupoloso e responsabile della nascente Biblioteca Marciana, iniziavano ad arrivare notizie dei primi viaggi di esplorazione del mondo nuovo dopo il clamoroso viaggio di Cristoforo Colombo nel 1492: notizie indispensabili al governo veneziano per delineare sempre nuove e possibili strategie e contrastare i nuovi agguerriti concorrenti commerciali.
Se Giovanni Battista, dal suo studio a Palazzo Ducale, avesse avuto una connessione Internet e una applicazione Whatsapp avrebbe passato le sue giornate a contattare diplomatici, viaggiatori, naviganti, avventurieri, religiosi, sognatori, curiosi, scienziati, esploratori, districandosi tra spie e segreti di Stato, con Portogallo e Spagna in grandissima avanzata verso gli Oceani ad Est e a Ovest, e una schiera di viaggiatori che percorrevano nuove rotte a piedi, a cavallo, a dorso di cammello, risalendo fiumi nelle latitudini ancora inesplorate e venendo a contatto con popoli sconosciuti: ma ci riuscì lo stesso, con tenacia, senza internet, ma con una rete formidabile di collegamenti nell’intero orbe terraqueo.
L’intelligenza del geografo veneziano risalta nel testo dell’autore, che sottolinea come tutte le informazioni che Ramusio riusciva a ottenere dalle più diverse parti del mondo conosciuto venissero a formare un insieme logico e collegato: strategia soprattutto in quel 1500 che vedeva per Venezia un inevitabile declino delle millenarie rotte marittime a vantaggio dei nuovi ricchissimi mercati delle Americhe e delle Indie. Definire i nuovi confini del mondo era il sogno di ogni geografo, da Tolomeo nel II secolo DC ai geografi arabi medievali, e ora agli occhi curiosi di Ramusio comparivano i diari di viaggi di Marco Polo, Cortez, Vasco de Gama, Amerigo Vespucci, Magellano e decine di altri naviganti ed esploratori al servizio delle nascenti potenze navali.
Giovanni Battista, tra importanti incarichi di funzionario governativo e problemi familiari che di Robilant descrive con sensibilità, riesce a organizzare tre volumi composti da due milioni di parole pubblicati a metà Cinquecento dall’editore Giunti, che edita fino a cinquecento copie vendute a un prezzo oggi corrispondente ai due o tremila euro, e li pubblica fino al 1613, a grande richiesta, redatti in lingua italiana volgare perché fossero, secondo il desiderio dell’autore, fruibili a tutti e non solo al ristretto circolo di intellettuali e studiosi che avevano accesso ai libri.
Ramusio, che aveva lavorato nella tipografia di Aldo Manuzio diventandone insostituibile collaboratore ed erede, era particolarmente e giustamente sensibile alla diffusione della cultura, soprattutto in questo caso della moderna concezione della nuova geografia che diventava anche politica ed economia. Informazioni geografiche un tempo vaghe ed imprecise divennero con Ramusio vera scienza.
Frutto di estenuanti e minuziosi controlli e verifiche sulla veridicità dei testi antichi e contemporanei che giungevano a Venezia da ogni latitudine, i tre volumi Navigatione et viaggi sono stati editati negli anni Settanta del Novecento da Einaudi divisi in sei volumi.
Oggi L’Atlante di Ramusio di Andrea di Robilant è occasione per ripercorrere e legare i fili della storia seguendo le vite avventurose e singolari dei viaggiatori che spinti da curiosità, interesse, competizione, offrirono al geografo una cornucopia di informazioni. Il mondo cambiava, come sta cambiando oggi, o forse è già cambiato.
Ramusio ne è stato testimone, destreggiandosi tra difficoltà economiche, fatica fisica, segreti di Stato, censura, il tutto però dominato e vinto da curiosità e intelligenza. E lungimiranza, per lasciare anche noi eredi di tali impagabili pagine.
Immagine di copertina: Mappa delle Americhe (Universale della Parte del Mondo Novamente Ritrovata) disegnata da Giacomo Gastaldi e tratta dall’edizione del 1556 delle Navigationi et viaggi di Giovanni Battista Ramusio (Wikimedia Commons).
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