Era nata a Venezia, “in un antico palazzo gotico”, come raccontava, ed era crescita al Lido dove, a sentire lei – ma vatti afidare di quello che raccontano gli scrittori –, scorrazzava per la laguna con una barchetta tutta sua. La villa del Lido aveva alberi di tiglio sul davanti: alberi amici a fare una grande corona di ombra e verde. Qualche anno fa le avevo mostrato delle foto, raffiguravano due case situate nella strada “giusta”. Entrambe con il giardino, entrambe liberty: una rosa, una gialla ma non sono riuscita a farmi dire quale fosse quella della sua infanzia.
La bambina Carla andava a scuola in bicicletta e frequenta le elementari, finché un giorno la famiglia si trasferisce a Roma: il padre, giornalista del Gazzettino, ha avuto problemi con i fascisti che arrivano a perquisirgli la casa:
Alle dieci di mattina di un lunedì di febbraio, ora in cui il padre solitamente non era in casa, ecco rimbombare su per le scale il frastuono di violenti colpi battuti contro il portone, cui seguì il rumore degli stivali che battevano sui gradini, e poi le porte sbattute, le voci minacciose di piano in piano, di stanza in stanza. (Laguna, Einaudi, 1998)
La presenza di spirito della madre che forza il cassetto delle carte, e riesce a nasconderle in una grondaia, salva la situazione ma l’episodio segna la partenza dalla città lagunare: il liceo lo farà a Roma.
Poi una laurea in Storia della musica e tanti viaggi: nel clima dinamico degli anni Cinquanta Sessanta i suoi amici sono, fra gli altri, gli artisti di Forma 1, i musicisti di Nuova Consonanza e diversi scrittori come racconta nel libro Vita privata di una cultura (Nottetempo, 2013): ci troviamo Henri Michaux, Angelo Maria Ripellino, Giorgio Manganelli, Amelia Rosselli, Gillo Dorfles, Italo Calvino, Giuseppe Ungaretti, Fernanda Pivano e Allen Ginsberg, Rossana Rossanda, antica compagna nella scuola del Lido, Giacinto Scelsi, Goffredo Petrassi, Umberto Eco, Alvin Curran solo per citare qualche nome.
Molti di loro passano dalla Libreria dell’Oca, a due passi da piazza del Popolo, dove un gruppo di socie aveva dato vita a uno spazio dedicato ai libri, e a una galleria d’arte:
Io, che sono la più irrequieta, porto dai miei continui viaggi dei libri difficili da trovare in Italia. Per esempio, in Cecoslovacchia e in Polonia scelgo favole illustrate con una ricchezza di immagini che qui non si usa; oppure dalla Francia riporto la prima edizione dei “Saggi” di Lacan ancora fresca di stampa. Tutti libri nascosti nel bagagliaio della macchina, perché in quegli anni i libri pagavano dogana e noi facevamo prezzi amichevoli agli amici, e tutti erano amici. (VPduC)
Fra gli aneddoti più gustosi quelle dell’incontro con Enzo Mari da cui nasce un curioso libro-opera d’arte, Romanzo storico, in forma di leporello che mette assieme i trecento anni di una discendenza; il libro le otterrà il “rimprovero” di Italo Calvino:
Come ti sei permessa di scrivere questo libro? È un libro che avrei dovuto fare io. (VPduC)
Nel 1963 è a Palermo per il convegno da cui prende nome il movimento che tenta di svecchiare la letteratura italiana e tre anni dopo pubblica il suo primo romanzo, L’orizzonte, che esce per i tipi di Feltrinelli.
Ha mancato per un soffio il centotreesimo compleanno, dopo essere sopravvissuta pressoché a tutti…
Nel 2016 venne a Venezia, quella che sentiva la sua città nonostante i viaggi, i lunghi anni a Roma, la quasi decennale permanenza in Giappone: l’aveva invitata il museo di Ca’ Pesaro per una lezione in forma di conversazione sul teatro giapponese. Un invito scaturito dalla lettura del suo libro: Come la Luna dietro le nuvole (Einaudi, 1996): è stata l’ultima volta ma l’acqua alta del 2019 l’aveva molto colpita e vi si era immedesimata al punto da immaginare di esserci stata, e fin di avere fluttuato sott’acqua.
Adesso che non c’è più, la si può immaginare nella laguna, nuotare con la stessa grazia con cui si tuffava, ultra novantenne, nel mare di Senigallia. E certo ci direbbe la frase di Valéry che era diventata per lei una sorta di mantra: “Et bien ma chère ‘Il faut tenter de vivre’”.
“Sono una creatura di Venezia”. Conversando con Carla Vasio. Incontro con la scrittrice, poetessa e traduttrice veneziana. Il rapporto speciale con la sua città e con la laguna.
L’articolo Addio a Carla Vasio proviene da ytali..