Da un paio d’anni Gavin Bryars torna spesso alla Giudecca, da quando nel 2024 aveva partecipato come compositore per l’installazione acustica al Padiglione Italia per l’opera di Massimo Bartolini Due qui / To Hear. Bryars aveva registrato i suoi brani per la Biennale allo studio Cosmogram, situato alla Giudecca.
Da allora, il compositore britannico torna sovente a Venezia, offrendo concerti speciali. Un paio di essi si sono infatti tenuti nell’ex Convento dei Santi Cosma e Damiano. La Domenica delle Palme di quest’anno, Bryars ha presentato una nuova opera inedita, La Passione secondo Marco per quartetto d’archi, eseguita nella Chiesa del Santissimo Redentore con le letture del testo evangelico: una domenica di meditazione e di forte emozione nell’attesa della Pasqua.
Un ponte tra secoli: Francesco, il Redentore e la Lode
In un’epoca segnata da profonde incertezze globali e dal bisogno urgente di ritrovare un senso di fraternità universale, la Chiesa del Redentore torna ad essere palcoscenico di un evento spirituale e musicale di rara bellezza.
Sabato 11 aprile, alle ore 20.30, i Frati Cappuccini di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Archivio Luigi Nono e Cosmogram, presentano l’interpretazione del Laudario di Cortona attraverso la sensibilità contemporanea di Gavin Bryars.
L’evento si colloca all’intersezione di due anniversari di grande significato civile e religioso: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026) e i 450 anni del Voto del Redentore (1576–2026).
Il concerto intende onorare la figura del Poverello non solo come santo, ma come poeta della Lode. Il Laudario di Cortona, il più antico manoscritto di musica in volgare italiano, rappresenta l’eco di quella rivoluzione spirituale che vide in Francesco l’iniziatore di un nuovo modo di dialogare con il divino attraverso il creato.
Proprio come nel Cantico delle Creature, la musica di Bryars evoca la dimensione spirituale capace di trasformare il dolore in bellezza e la preghiera in canto corale.
Il Laudario di Cortona
Il Laudario di Cortona è un manoscritto del 1250 che raccoglie testi e musiche di alcune laude. Originariamente appartenuto alla Confraternita di Santa Maria delle Laude in Cortona, rappresenta la più antica raccolta laudistica corredata di notazione musicale giunta sino a noi.
Fu ritrovato nel 1876 da Girolamo Mancini nella Biblioteca dell’Accademia Etrusca del Comune di Cortona. È la testimonianza più antica di melodia su testo in lingua volgare italiana, nonché un documento letterario di straordinario valore.
Il linguaggio delle laudi è diretto, comune, immediato e colorito: termini semplici e immagini quotidiane che rimandano alla Scrittura, accessibili sia ai dotti che al popolo.
Questa tensione verso l’assoluto si intreccia con l’anniversario del Redentore, la cui Basilica — nata come ex voto della città di Venezia per la fine della peste — resta oggi il simbolo più potente della speranza che sorge dalla prova, della luce che vince l’ombra.
La serata si concluderà con l’esecuzione del celebre brano Jesus’ Blood Never Failed Me Yet, suonato dallo stesso Gavin Bryars accompagnato all’organo da Paola Talamini e alla chitarra da fra Francesco Tognato.
Musica per un tempo di crisi
Il contesto attuale, segnato da conflitti internazionali, crisi ambientali e un diffuso smarrimento collettivo, trova in questo concerto un momento di sosta e riflessione.
La scelta del tempo pasquale non è casuale: il passaggio dalla Passione alla Risurrezione riflette il desiderio dell’umanità di oltrepassare l’attuale “notte del mondo”. La lode francescana non è esercizio estetico, ma atto di resistenza spirituale.
Portare le laudi del XIII secolo nella modernità di Bryars significa affermare che la pace e la cura del creato sono temi eterni, necessari oggi più che mai per guarire le ferite del nostro tempo.
Il linguaggio di Gavin Bryars
Compositore tra i massimi esponenti della musica post-minimalista, Gavin Bryars ha lavorato per anni sul Laudario di Cortona, distillandone l’essenza melodica medievale per rivestirla di un linguaggio armonico sospeso e meditativo.
Il risultato è un’esperienza immersiva, in cui il suono dilata lo spazio della Basilica del Palladio, invitando l’ascoltatore all’ascolto come esercizio di interiorità.
Collaborazione e visione
L’evento nasce dalla sinergia tra i Frati Cappuccini di Venezia – custodi della spiritualità francescana al Redentore – la Fondazione Archivio Luigi Nono e Cosmogram: tre realtà che, sull’isola della Giudecca, uniscono musica contemporanea, arte e spiritualità.
La collaborazione tra queste istituzioni rappresenta un modo concreto di produrre cultura nel territorio, testimonianza della vitalità e della necessità di lavorare insieme per il bene comune.
La serata vedrà la partecipazione di un ensemble d’eccezione: le interpreti Carol McFadden e Sofia Pozdniakova, i musicisti del Quarteto Obliquo (Angelica Faccani e Agnese Amico, violini; Angelica Groppi, viola; Gabriele Tai, violoncello), con Paola Talamini e fra Francesco Tognato.
L’evento sarà introdotto da fra Francesco Daniel, guardiano del convento dei Cappuccini, e dal musicologo Veniero Rizzardi.
Immagine di copertina: Il Laudario di Cortona, codice 91 della Biblioteca dell’Accademia Etrusca di Cortona.
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