Ricordo ancora quanto mi spaventassero da bambino gli episodi di “Ai confini della realtà”, serie americana trasmessa anche dalla RAI. Per il clima di incertezza e fatti paurosi in agguato,spinti fino e oltre i limiti di quella che (in particolare per me bambino di allora) parevano i limiti del possibile.
Con incredulità e rabbia al posto della paura, ma con una maggiore capacità di reazione che la razionalità dell’età adulta sostituisce a emozioni e paure infantili, mi si è palesata una storia che mi è parsa “: ai limti delle realtà”: l’incredibile vicenda delle 77 villette che un costruttore vuole edificare – con il consenso del Comune di Venezia – a Ca’ Roman, il lembo finale di quell’ìsola che da S,Maria del Mare a S, Piero in Volta a Pellestrina chiude la Laguna di Venezia dal Lido verso Chioggia (v. Box alla fine).
Un’area protetta di 50,84 ettari istituita perché
L’area conserva, grazie al suo relativo isolamento e all’assenza di un eccessivo sfruttamento turistico, uno degli ambienti dunali più integri di tutto l’alto Adriatico dove si possono trovare associazioni vegetali ormai rare e specie animali di pregio. Durante la migrazione primaverile ed autunnale degli uccelli, assume una discreta importanza anche a livello europeo.
Le parole che ho riportate sono tratte dalla scheda che il Comune di Venezia ha dedicato a Ca’ Roman e che trovate riportata alla fine .
Vi trovate lo “stato giuridico dell’area” , con tutti i riferimenti di legge che ne giustificano e richiedono la protezione.
Per arrivare a concludere che
Il Comune di Venezia è stato individuato dalla Regione del Veneto, con D.G.R.V. n. 929 del 9 luglio 2020, quale Ente Gestore del sito IT3250023 “Lido di Venezia: biotopi litoranei” al fine di attuare le misure di conservazione approvate con D.G.R.V. n. 786 del 27 maggio 2016, così come modificata ed integrata dalle D.G.R.V. n. 1333 del 16 agosto 2017 e n. 1709 del 24 ottobre 2017.
Bene. Malgrado ciò il Comune sta concedendo ai privati la costruzione di 77 (!) villette in contiguità dell’area protetta. Con un impatto che devasterebbe la sua tranquillità di luogo di nidificazione di uccelli come i fratini e di area (una delle poche in Laguna, con Poveglia e Vignole) ancora non travolta dall’onda dell’overtourism.
Una quota delle 42 mila firma raccolte a ieri e in pochi giorni sulla petizione per la difesa dell’area e per impedire questo scempio ambientale si è data un rischioso appuntamento in loco, per unpresidio in piazza caduti del Giudecca, fuori dal cimitero di Pellestrina.
Rischioso perchè arrìvare fin là in piena calura agostana era una scommessa.
Scommessa vinta perchè la partecipazione c’è stata e si sono sentite le voci che si dovevano sentire.
Quelle del promotore che ha spiegato le motivazioni del presidio, delle pellestrinotte che si sono espresse contro un’opera che cancellerebbe la magia di un luogo tanto legato a giochi ed esplorazioni della loro gioventù, quella delle associazioni ambientaliste, del Lido di Chioggia e nazionale (il presidente delle Lipu ha portato un importante impegno dell’associazione in questa battaglia) e si è fatto appello (come nell’intervento del WWF) al fatto che il Comune di Venezia sappia rimediare al suo errore e non concluda l’iter di concessione ancora aperto …
Prima di lasciarvi alla lettura della scheda che vi farà capire cos’è Ca’Romane qual è la sua importanza dal punto di vista ambientale voglio proporre la conclusione che è anche il motivo che mi ha convintamente spinto alla trasferta e alla partecipazione.
Sono convinto che – se la battaglia per la protezione di Ca’ Roman ha l’importanza particolare e decisiva di cui leggerete – ormai siamo ad un punto in cui la precipitazione delle crisi ambientale legata al riscaldamento globale impone una scelta dalla quale nessuna azione e nessun intervento nè pubblico né tantomeno privato possono prescindere.
Non si può più consumare suolo, non si può più coprirlo di asfalto o cemento.
Bisogna invece cominciare a liberarlo da qualsiasi copertura che gli impedisca di “respirare”, che impedisca all’acqua di percolare, che non favorisca la crescita e l’espansione di alberi anche nelle città.
E’ questo un orientamento politico e culturale decisivo per il nostro futuro, cui Ytali sta cominciando a dare il dovuto spazio (vedasi l’ebook da me curato -https://ytali.com/2026/06/24/venezia-spazio-pubblico-e-verde-un-e-book-ytaliano/ – e il recente ”Se S.Stefano tornasse ad essere un campo” di Silvio Testa – https://ytali.com/2026/08/05/se-campo-s-stefano-tornasse-a-essere-un-campo/)
Box Cosa dice il Comune di Venezia di Ca’Roman nel suo sito – aggiornamento al 11.06.26
Area naturale di Ca’ Roman
Unita a Pellestrina dalla diga artificiale dei “murazzi”, l’area naturale di Ca’ Roman appartiene al sito della rete ecologica europea Natura 2000 IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei” e costituisce il lembo meridionale dei lidi che, da Cavallino a Chioggia, separano la Laguna di Venezia dal mare.
Inizialmente formatasi come scanno sabbioso creato dall’accumulo dei sedimenti trasportati dalla laguna, ha assunto l’attuale conformazione dopo la costruzione della diga foranea nel 1911. Questa infatti, intercettando i sedimenti sabbiosi portati dalla corrente marina, ha determinato un rapidissimo avanzamento dell’arenile. Tale processo continua anche ai nostri giorni, registrando, negli ultimi quattro anni, un avanzamento della linea di costa di circa 11 metri.
L’area conserva, grazie al suo relativo isolamento e all’assenza di un eccessivo sfruttamento turistico, uno degli ambienti dunali più integri di tutto l’alto Adriatico dove si possono trovare associazioni vegetali ormai rare e specie animali di pregio. Durante la migrazione primaverile ed autunnale degli uccelli, assume una discreta importanza anche a livello europeo.
Stato giuridico e vincoli
In base alla Legge nazionale n°1497 del 1939 l’allora isola di Pellestrina (con Ca’ Roman al suo interno) è interamente vincolata quale “insieme di notevole interesse pubblico”.
Il Comune di Venezia, nel Piano Regolatore Generale, adottato dalla Giunta regionale il 23 dicembre 1986, prevede dei vincoli di uso della spiaggia di Ca’ Roman relativamente alla battigia, alle dune e agli apparati retrodunali.
È designata Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) della rete Natura 2000 (IT3250023 “Lido di Venezia: biotopi litoranei”), ai sensi della direttiva 92/43/CEE Habitat e direttiva 2009/147/CE Uccelli.
É individuata l’Oasi di protezione faunistica ai sensi Piano faunistico – venatorio regionale (2022 – 2027), approvato con la L.R. n. 2/2022; l’Oasi di Ca’ Roman è stata istituita con Decreto Dirigenziale n. 722 del 10 luglio 2007 dalla Provincia di Venezia, è stata inoltre istituita Riserva naturale regionale di interesse Locale ai sensi della L.R. n. 40/1984 con Delibera di Giunta della Provincia di Venezia n. 199 del 19 dicembre 2012.
Il Comune di Venezia è stato individuato dalla Regione del Veneto, con D.G.R.V. n. 929 del 9 luglio 2020, quale Ente Gestore del sito IT3250023 “Lido di Venezia: biotopi litoranei” al fine di attuare le misure di conservazione approvate con D.G.R.V. n. 786 del 27 maggio 2016, così come modificata ed integrata dalle D.G.R.V. n. 1333 del 16 agosto 2017 e n. 1709 del 24 ottobre 2017.
Superficie
Ettari 50.84
Localizzazione
Nella porzione meridionale della laguna di Venezia, all’estremità sud di Pellestrina, di fronte alla città di Chioggia. Mappa Ca’ Roman
Come arrivare
Ca’ Roman è facilmente raggiungibile da Chioggia (dove c’è possibilità di parcheggio). Dall’imbarcadero del servizio pubblico ACTV parte il battello diretto a Pellestrina. Ca’ Roman è la fermata intermedia, raggiungibile in circa 12 minuti.
Partendo da Venezia, si deve arrivare al Lido. Da qui è necessario prendere l’autobus n.11 diretto a Pellestrina sino al capolinea (Cimitero), da dove parte il battello ACTV per Chioggia che ferma a Ca’ Roman. In alternativa, dal capolinea si può percorrere a piedi il murazzo (lungo circa 1800 metri) sino all’Oasi. Il tragitto Lido – Ca’ Roman dura circa 1 ora.
Per orari e costi dei biglietti ACTV (che prevedono sconti per le scolaresche) rivolgersi al servizio informazioni di ACTV al numero 041 041.
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