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Mentre l’Italia si riversa sulle spiagge, in Basilicata si sceglie l’immobilità: ben 9 lucani su 10 restano a casa. Tra Matera e Potenza, i dati rivelano una controtendenza netta rispetto al Nord. Non è crisi, ma un fiero attaccamento alle proprie radici e al rifugio domestico. Il termometro segna picchi record, le autostrade si infiammano e le coste del Sud tremano sotto l’assedio dei vacanzieri. Eppure, la Basilicata sceglie la via del silenzio e della quiete. Secondo le analisi statistiche e i rapporti di settore, circa 9 lucani su 10 non fanno le valigie per le grandi partenze di Ferragosto. Parliamo di circa 161 mila residenti a Matera e 294 mila nel potentino che scelgono la linea della stanzialità. Un primato nazionale di “resistenza domestica” che stacca nettamente le regioni settentrionali, dove a muoversi è almeno la metà della popolazione. Perché si sceglie il divano (o la frescura di casa) Ma cosa si cela dietro questa apparente immobilità? Non si tratta di una semplice rinuncia economica, quanto di un profondo rito di riconciliazione con il proprio spazio vitale. Per il lucano, il nido domestico è il vero porto sicuro, un luogo da difendere dal caos e dal turismo mordi e fuggi. Ferragosto diventa l’occasione per vivere il proprio paese o la propria città svuotata, godendosi una lentezza negata nei mesi invernali. I dati ufficiali ribaltano la retorica del viaggio obbligato. La Basilicata si conferma una terra che sa godersi l’estate a chilometro zero. Mentre le strutture ricettive accolgono i flussi esterni in arrivo, i residenti preferiscono fare a meno del valigiamane, dimostrando che il lusso più grande, oggi, è non dover correre da nessuna parte. Chi si muove, lo fa solo per poche ore, preferendo la classica e rassicurante gita di prossimità, senza lo stress dei grandi spostamenti. Si sceglie la spiaggia vicina : La costa tirrenica di Maratea e quella ionica di Metaponto restano le mete top per un tuffo veloce. Montagna e borghi: I parchi del Pollino e dell’Appennino Lucano accolgono chi cerca il fresco della natura. Piazze di paese che tornano a vivere la sera, con sedie impagliate fuori dall’uscio e bicchieri di vino condivisi. Il ferragosto lucano? Non è fuga, ma ritorno. È la scelta di camminare senza fretta tra i calanchi o lungo i tratturi montani. Al lucano non interessa il frastuono delle spiagge affollate ma il turismo lento dove il tempo torna scorrere al ritmo del cuore. In questa terra per chi non lo sapesse sono aumentati i centenari . Qui si muore di ozio ciceroniano: Lo spazio vitale e nobile dedicato allo studio, alla filosofia e alla scrittura, essenziale per nutrire la mente dell’uomo libero e ritrovare se stessi. Qui non si muore giovane di ansia.
Oreste Roberto Lanza
L’articolo Restare o Fuggire?: Ferragosto i lucani scelgono il silenzio e il tempo ritrovato proviene da LSD Magazine.