Circa 1.300 cantieri attivi sulla rete ferroviaria, investimenti record per modernizzare le infrastrutture, nuovi collegamenti ad Alta Velocità nel Mezzogiorno e in Europa e innovazione tecnologica per una mobilità sempre più efficiente. Sono i pilastri della strategia di sviluppo del Gruppo FS illustrati dal presidente Tommaso Tanzilli nel corso della prima edizione di CFMT On Stage, l’evento organizzato a Milano dal Centro di Formazione Management del Terziario e dedicato alle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali.
Intervistato da Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore, Tanzilli ha sottolineato come le infrastrutture ferroviarie siano destinate a modificare profondamente la mobilità e le opportunità di sviluppo dei territori. «Una nuova infrastruttura non si limita necessariamente a soddisfare una domanda di mobilità già esistente. Può contribuire a crearne una nuova», ha spiegato il presidente. Un esempio concreto è rappresentato dall’Alta Velocità: il completamento, nel dicembre 2009, della dorsale Torino-Salerno ha segnato una svolta non soltanto nella riduzione dei tempi di percorrenza, ma anche nelle abitudini degli italiani, rendendo possibili spostamenti quotidiani per lavoro tra città come Roma e Napoli o Torino e Milano, prima difficilmente praticabili.
Al centro dell’intervento il programma di investimenti infrastrutturali, con circa 12 miliardi di euro previsti da RFI nel 2026 e 1.300 cantieri quotidianamente attivi, di cui 700 dedicati a nuove opere e 600 alla manutenzione e al potenziamento della rete. «È uno sforzo industriale di dimensioni straordinarie», ha evidenziato Tanzilli, che deve conciliare la mobilità quotidiana di milioni di persone con la costruzione della rete ferroviaria dei prossimi decenni. Un impegno che si affianca al ruolo del Gruppo FS nell’attuazione del PNRR, con circa 25 miliardi di euro di interventi legati al Piano, che ha contribuito ad accelerare la realizzazione delle opere e a rafforzare la capacità di programmazione e monitoraggio degli investimenti.
Tra i progetti strategici figura la Napoli-Bari, dove i primi interventi hanno già permesso di ridurre i tempi di viaggio da quattro ore e un quarto a tre ore e mezza, con l’obiettivo di arrivare a circa due ore a lavori ultimati. Un collegamento destinato ad avvicinare due importanti aree urbane e produttive del Mezzogiorno. «Collegare Napoli e Bari in 2 ore significa creare nuove possibilità di relazione tra 2 grandi aree urbane e produttive del Sud», ha sottolineato il presidente. In Sicilia, il potenziamento della Palermo-Catania-Messina punta a ridurre a circa due ore il viaggio tra Palermo e Catania, rispetto alle tre attuali, mentre l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria consentirà, al completamento degli interventi, di portare a circa quattro ore il collegamento tra Roma e Reggio Calabria, rispetto alle oltre sette precedenti. Al Nord proseguono i lavori sulla Brescia-Verona-Vicenza, strategica anche per il Corridoio Mediterraneo europeo, che permetterà di separare progressivamente i flussi dell’Alta Velocità da quelli della rete convenzionale, migliorando anche i servizi regionali.
La strategia di crescita guarda anche oltre i confini nazionali, con l’ambizione di realizzare una vera e propria «Metropolitana d’Europa», una rete di collegamenti ferroviari capace di avvicinare le principali città del continente attraverso servizi frequenti, competitivi e sostenibili. «Il futuro della ferrovia è sempre più europeo. E per il Gruppo FS l’Europa rappresenta già oggi il nostro mercato domestico», ha affermato Tanzilli. Già presente nell’Alta Velocità in Francia e Spagna, FS punta a rafforzare ulteriormente la propria presenza internazionale. Ai collegamenti Frecciarossa tra Milano e Parigi si aggiungeranno quelli tra Roma e Monaco di Baviera e tra Milano e Monaco di Baviera, attraverso l’Austria. Nel 2028 è prevista l’estensione dei servizi verso Napoli e Berlino, mentre dal 2029 è in programma il progetto Parigi-Londra. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un mercato ferroviario europeo sempre più aperto e integrato, superando le barriere tecnologiche e infrastrutturali tra i diversi Paesi.